La Juventus del marketing.
Quando si pensa a comunicare con il marketing si trasforma, definitivamente, il tifoso in un cliente. Dopo 11 anni di successi dentro e fuori dal campo, la Juventus ha chiuso con la comunicazione classica per passare a quella mercatara. E lo fa in un momento esiziale della sua storia. Dopo una stagione piena di traversie fuori dal campo che hanno portato i tifosi a lamentarsi e difendersi sui social senza l’appoggio vero della loro società di riferimento. La lotta preannunciata in tutte le sedi da parte di Elkann è sfumata in una giornata da patteggiamento per poi affossare definitivamente con le intenzioni di discutere l’uscita dal progetto superlega che Andrea Agnelli aveva fortemente voluto, appoggiato dal cugino in tutte le occasioni. E adesso la scelta che mette una pietra tombale sulle aspettative dei tifosi che andranno completamente deluse.
Se la tua comunicazione è tendente verso il marketing che tipo di difesa farai nei confronti degli attacchi esterni? Nessuna perché il mondo del mercato globale presuppone una convivenza forzata con tutti per avere occasioni aperte nei confronti di ogni soggetto presente nel globo. Quale conseguenza subirà il tifoso radicato sul nostro territorio e passionale? Quello, per intenderci che si sobbarca costi di viaggi in Italia ed in Europa, quello che si abbona allo Stadium per non perdersi una partita, quello che acquista solo con marchio Juve e che difende la signora a spada tratta in ogni occasione? Di essere trattato definitivamente come un cliente e non più come un fedele.
Quando ti diranno che rubi, farai i complimenti e quando ti attaccheranno in tutte le sedi predicherai il rispetto delle istituzioni, quando subirai insulti, anche dei più infami, non querelerai mai nessuno e quando perderai sul campo, pubblicherai un video Tik Tok con un giocatore che vince la gara dei palleggi. Tutto questo manderà ai matti il tifoso verace, quello caldo e appassionato ma non c è più niente da fare: il dado è tratto!
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