Lo stress logora la panchina di chi ce l'ha garantita dall'ingaggio

Lo stress logora la panchina di chi ce l'ha garantita dall'ingaggio
lunedì 1 maggio 2023, 22:03Editoriale
di Antonio Paolino
La Juve pareggia a Bologna e dopo tre sconfitte si riavvicina al secondo posto. In classifica è bagarre per un posto in champions

«Dobbiamo essere un blocco unico» - diceva l'Allegri “stizzito” alla vigilia della partita di Bologna. Neppure il tempo di fare la conta dei presenti e il primo a tirarsi fuori dai giochi è stato Di Maria che, infastidito nell'intuire l'esclusione dall'undici titolare, ha marcato visita – sospetta – per un problema alla caviglia. L'argentino, non convocato da Allegri, non è stato comunque il primo dei grattacapi di questo scorcio di stagione. A dimostrazione che l'aria che si respira nello spogliatoio non è affatto tranquilla. Qualche dubbio lo aveva già aggiunto il forfait di Vlahovic, nella rifinitura della semifinale di Coppa Italia, quando - anche lì - la caviglia capricciosa dell'attaccante condizionò le scelte di formazione. «Chi sta bene gioca – ha precisato ieri lo stesso Allegri per tentare di spegnere le polemiche – e chi no sta a casa». Tanto per ribadire che lui è qualcosa di più del semplice allenatore: quasi un direttore tecnico con pieni poteri. E con all'orizzonte ancora due anni di contratto, sempre che gli obiettivi rimasti vengano centrati e che la società non stracci gli accordi sottoscritti con la firma dell'ex presidente Agnelli. Alla Juve le responsabilità raddoppiano e per ogni problema le critiche triplicano

Tensione – Gli ultimi forfait di Vlahovic e Di Maria sono stati solo i campanelli d'allarme di una situazione esasperata dalle ultime sconfitte e dalle tensioni che hanno visto protagonisti in negativo i componenti principali della panchina: Landucci e Allegri. Il primo è stato addirittura squalificato per una giornata mentre il secondo ha replicato senza smentire categoricamente quanto detto all'indirizzo dei dirigenti dell'Inter. Situazioni entrambe spiacevoli che denotano lo stress dello staff tecnico per tutto quello che devono gestire senza il filtro forte del club. Uno stress che alla lunga logorerebbe chiunque e che Allegri è convinto di poter gestire, corazzato comunque da un contratto milionario e dalla convinzione di poter ancora raddrizzare l'ultimo mese di stagione.

Bologna – Nella partita del Dall'Ara si sono viste tutte le Juve di quest'anno: da quella imprecisa e impaurita dopo lo svantaggio fino a quella determinata ma anche sprecona. Alla fine il pareggio è il risultato più giusto per scacciare i fantasmi e per non pensare di aver risolto tutti i problemi. In classifica è bagarre per i posti che restano da riempire per la zona champions. Dietro al Napoli c'è la Lazio, poi la Juve ad una lunghezza e distanti solo una vittoria, addirittura Milan, Inter e Roma. La bellezza – pari all'incertezza – di sei squadre in altrettanti punti. Una classifica non così scontata ad inizio campionato. E chissà come sarà alla fine della fiera. Peserà quanto fatto sul campo o quanto vorranno far pagare alla Juventus da fuori? Ecco perché la conquista dell'Europa League è l'unica strada percorribile per mettere in scacco matto le decisioni politiche. E su cui punta Allegri per togliersi qualche sassolino dalle scarpe prima che qualcuno provi invece a disfarsi di lui.