Spalletti impatto top, sta riportando la Juve nel suo habitat naturale
Trapattoni, Lippi, Conte, Allegri: la Juve nella sua storia ha avuto allenatori top. Spalletti è solo all'inizio, ma sembra un veterano nel mondo bianconero. Sul fronte tecnico/tattico, rispetto al feeling con i giocatori, per la mentalità vincente iniettata a tutto il gruppo. Difficile stabilire un numero, ma la percentuale di incisività è notevole, cresce partita dopo partita, in seno ad un percorso in cui inevitabilmente ci sono stati momenti di difficoltà Per la verità neppure tanti. Basterebbe pensare che in 11 giornate di campionato ha totalizzato 3, pareggi e una sconfitta, per una media punti di 2,21 a gara, Conte nel triennio tricolore arrivò a 2,25. Senza dimenticare la Champions League, mancano due gare e i playoff sono vicini. Per chi conosce l'allenatore toscano non è una sorpresa, semmai stupisce la velocità con cui si è presa la Juve. Riportandola di fatto nel suo habitat naturale, a prescindere dai punti e dall'attuale quarto posto in Serie A. Non era scontato, considerando lo stato in cui era il gruppo quando lo ha preso in mano, dopo la doppia esperienza Motta-Tudor.
Come ogni grande allenatore che si rispetti, Spalletti continua a rimarcare i margini di crescita della sua Juve. “Ci sono cose in cui ancora dobbiamo migliorare”, le sue parole dopo il pokerissimo servito alla Cremonese. Giusto così. I giocatori devono restare concentrati, la Signora deve essere un punto di arrivo, non una sposa transitoria. Contro il Cagliari, inutile sottolinearlo, serve continuità sotto il profilo del risultato e della prestazione. Poi inizierà un mese tremendo, scandito dagli impegni contro Benfica, Napoli, Monaco, Parma, Atalanta in Coppa Italia, Lazio, Inter, Como e Roma. Alla fine di questo ciclo avremo un'idea molto più nitida su tutta la stagione della Juve. Come detto, il minimo sindacale in Champions è di giocarsi gli ottavi attraverso i playoff ( i due match si giocherebbero in mezzo al trittico finale), la qualificazione diretta è molto difficile, servirebbero una serie di risultati delle altre. Rispetto al campionato, è praticamente obbligatorio entrare tra le prime quattro, per qualificarsi alla prossima edizione della Coppa dalle grandi orecchie. I ricavi derivanti dalla partecipazione sarebbero vitali per continuare a viaggiare sul doppio binario sostenibilità-competitività. Spalletti è consapevole di tutto questo, abituato alle pressioni, in generale alle situazioni difficili. Conoscendolo, Lucio non si accontenta del minimo sindacale, la parola scudetto citata nel giorno in cui è stato presentato ha ancora diritto di cittadinanza nella sua testa. Lui stesso ha detto che la Juve deve puntare al massimo, lo impone la storia. Diciamolo a bassa voce: bentornato DNA bianconero.
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