Un rigore che fotografa la stagione. Parola d'ordine programmare per il futuro. Ma aspettiamo giugno prima di buttare tutto a mare

Un rigore che fotografa la stagione. Parola d'ordine programmare per il futuro. Ma aspettiamo giugno prima di  buttare tutto a mare TUTTOmercatoWEB.com
martedì 2 maggio 2023, 15:10Editoriale
di Alessandro Santarelli

Doveva essere il mese decisivo e del rilancio, è stato un mese quasi da incubo. Aprile non ha regato alcuna soddisfazione, anzi, ha visto l’uscita dalla Coppa Italia per mano dell’Inter, ha visto una squadra in campionato incapace di vincere una partita e, unica eccezione, ha tenuto ancora in corsa la Juve in Europa League. I numeri sono impietosi, le prestazioni se possibile ancora peggiori.  La prova di Bologna ha poi raggruppato buona parte della stagione in un’unica partita. Perché al Dall’Ara abbiamo visto tutto e il contrario di tutto. Sarebbe ingeneroso fotografare l’annata della Juventus in quel surreale rigore battuto da MIlik, bravo poi a riscattarsi con il gol del pareggio, ma in quel tiro dagli 11 metri ci sono tanti perché. Squadra nervosa, allenatore con i nervi a fior di pelle, dirigenza impegnata più fuori dal campo che non sul rettangolo di gioco. Ah, dimenticavamo: nella stagione degli orrori e degli errori, ecco la chicca, il monitor del Var che si rompe, e una partita  senza la tecnologia, anzi no, con la tecnologia che arbitra al posto del direttore di gara, come in occasione dei due rigori assegnati.

Insomma verrebbe da ridere se non ci fosse dietro un pensiero e un retrogusto davvero amaro, con tutto ciò che sta accadendo tra la Vecchia Signora e le istituzioni del Calcio.  Perchè a pensar male, come si fa a non ricordare le telecamera sparite con la Salernitana, i giocatori non inquadrati, le spinte non rilevate... Quelle stesse istituzioni che creano precedenti pericolosi, dalla “grazia” a Lukaku, per finire con gli spostamenti di partite per favorire festeggiamenti scudetto a Napoli che poi vengono rimandati causa pareggi con la Salernitana. Nel mezzo, una squadra, la nostra, che non segna più, sbaglia gol a porta vuota, e ha perso tante sicurezze, come quelle della difesa, che era stata fondamentale nella striscia delle 8 vittorie consecutive tutte senza prendere reti. Ad oggi, i gol al passivo sono 27, troppi soprattutto perché non si riesce più a finire una partita a porta inviolata.

I tifosi sono stanchi e sfiduciati, come dar loro torto. L’impresa di raggiungere la finale di Europa League sembra davvero complicata visto lo stato di salute della squadra. Siamo arrivati al momento cruciale nel peggiore dei modi, tra polemiche, infortuni, e fiducia al minimo. Però adesso uno sforzo va fatto. In attesa di quello che potrà accadere a giugno, e guardate le parole di Calvo possono essere di circostanza, la squadra va supportata e sopportata con il massimo affetto. Il tempo dei bilanci, e su questo Allegri ha ragione, non è ancora arrivato, c’è un mese che dovrà mettere il sigillo finale. Sono sincero, non mi piace il modo in cui l’allenatore comunica in questo momento, perché almeno ufficialmente i nervi i le tensioni andrebbero controllate, però capisco che umanamente, qualche piccolo sassolino dalla scarpa ogni tanto ci si possa anche togliere, soprattutto verso chi magari ha messo nel mirino, consapevolmente o meno, la Juventus, di cui Allegri, piaccia o no, oggi è l’unico parafulmine.

Una riflessione importante andrà fatta anche sulla qualità dei nostri giovani. Senza togliere niente a nessuno, perchè ognuno di loro ha portato un contributo sia a livello di squadra che di impegno, ma ad oggi, quanti dei ragazzi visti in campo meritano la conferma nella prossima stagione? L'idea di trasportare piano piano la Next Gen verso la prima squadra è affascinante, ricca di significato e suggestione, ma la Juventus, quella che vuole vincere nel più breve tempo possibile,  è in grado di farlo prendendo tutto gli oneri e gli onori del caso?   

L’ultima considerazione va a toccare la grande delusione della stagione: Paul Pogba. Neppure nelle partite decisive, neppure in quelle da dentro o fuori, il francese è in grado di aumentare leggermente minutaggio e prestazioni. La situazione preoccupa e non poco anche in vista del prossimo anno. Ma lo abbiamo detto, in quel calcio di rigore di Bologna c’è davvero tutto, con la speranza però che dal prossimo giugno si cominci a fare una cosa che negli ultimi anni è mancata: programmare e costruire, soltanto cosi la Juventus potrà tornare a primeggiare. Le scelte stavolta non potranno e non dovranno essere sbagliate.