Appello a Spalletti: se hai il minimo dubbio, lascia la Juve
Spalletti resta alla Juve: probaile, possibile, chissà. L'incontro con John Elkann sarà decisivo. Sul piatto restano le garanzie rispetto al mercato, certamente meno solide in caso di mancata qualificazione alla Champions, ipotesi ormai ad un passo. C'è poi il rapporto con Comolli, praticamente inesistente. Lucio vuole autonomia gestionale rispetto all'area tecnico/sportiva. Quindi toccherà al numero uno della Exor tracciare la linea di confine netta tra gli ambiti di competenza dei due, a meno che l'amministratore delegato bianconero non vada addirittura via. Del resto è difficile per tutti accettare un depotenziamento, soprattutto per chi è stato chiamato a risollevare le sorti della Juve.
Tornando a Spalletti, ci si chiede se sia veramente sicuro di restare. E qui è scontato l'appello: caro Luciano, nel caso in cui avessi il minimo dubbio, molla la presa. La Juve ha bisogno di gente che sia pienamente convinta. Come del resto era lo stesso tecnico quando l'obiettivo Champions sembrava raggiunto. Salvo poi il crollo della squadra, inspiegabile, inammissibile. Un deficit mentale di cui Spalletti si sente responsabile, da qui il messaggio alla società: “Se pensate sia io il problema, vado via”. Rivisitando il titolo di un famoso romanzo di Goethe, potremmo dire “I dolori del non più giovane Luciano”. Se questi dovessero permanere, sarebbe giusto dire addio. Per il bene della Juve.
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