Juve-Koopmeiners, per Spalletti mission impossible?
Qualcuno sostiene ci voglia un miracolo sportivo da parte di Spalletti, il decollo di Koopmeiners nel mondo Juve per molti è invece una mission impossible. L'olandese venne prelevato dall'Atalanta per 60 milioni, cifra da top, come in realtà sembrava fosse. O meglio, con la maglia della Dea targata Gasperini aveva dimostrato di essere tra i più forti centrocampisti della Serie A, protagonista nel trionfo nerazzurro in Europa League, maggio dopo 2024. Tre mesi dopo ci fu il passaggio alla Juve, era Giuntoli, con Motta in panchina. La brutta copia del giocatore ammirato a Bergamo, anche con gli allenatori successivi, Tudor e Spalletti, a prescindere dal ruolo in cui è stato impiegato. Inevitabile l'appellativo di flop.
Proprio Spalletti, all'alba della sua esperienza sulla panchina della Juve, utilizzò Koopmeiners come braccetto di sinistra della difesa tre. Certamente per l'emergenza infortuni, ma in parte per recuperarlo intanto come giocatore. Tante ombre, poche luci. Come tutto il resto del trend in bianconero, da mezz'ala, così come da trequartista, tanto da essere messo sul mercato, ma niente cessione, anche per il costo eccessivo tra cartellino e ingaggio (guadagna intorno ai 5 milioni l'anno). Eppure ha iniziato bene l'attuale stagione, addirittura con un gol e un assist, rispettivamente contro Parma e Milna. Poi di nuovo quel senso di disconnessione dal contesto della gara e in generale della Juve. Probabilmente una questione mentale. Per l'eventuale cessione ormai se ne riparlerà a gennaio. Salvo miracolo di Spalleti. Sportivo, s'intende.
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