Nicolini a RBN: “Il problema centravanti c’è da anni. L’obiettivo della Juve è il quarto posto”
Durante Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera, ha parlato il preparatore atletico dello Shakthar Donetsk, Carlo Nicolini.
GESTIONE DI SPALLETTI
"Un po' di alti e bassi, si vede che il potenziale c'è, ci si aspetta sempre quel qualcosa in più che spesso non viene. In coppa hai sei punti, è vero che era favorita, in campionato ha avuto due mezzi passi falsi. Se domenica vince la partita con la Lazio, rimette tutto in gioco. E credo che l'obiettivo Juve è entrare nelle quattro, ha tutto il potenziale per farlo. Ma deve fare di più per il tecnico che ha, per il blasone e il valore della rosa. Sento spesso le sue dichiarazioni ultimamente, che non condivido al 100%. Non credo abbia il focus sulla squadra completo. Ha tanti infortuni, ma uno come Spalletti, con la sua bravura, con questa rosa e con queste difficoltà deve inventarsi qualcosa, perché sta a lui farlo e credo abbia le capacità. Lo ha già dimostrato. Anche lui deve fare un po' di autocritica, e credo la stia facendo. Forse è il momento di mettere maggior focus sulla squadra piuttosto che su altre cose che lo circondano".
KOLO MUANI E WOLTEMADE
"A me sembra che sia un problema il centravanti da 4-5 anni, non da adesso. Tutti hanno fatto fatica, poi vanno via e tornano a fare abbastanza bene. Non dò la colpa alla Juve e a chi la allena, ma evidentemente non li si mette nelle condizioni di fare bene. Alla Juve Vlahovic non è stato valorizzato, poi la questione stipendio è una cosa a parte. Ora ha due centravanti che non sono da Juve. Però è anche vero che se su sei centrocampisti arriva un solo gol e un solo assist, vuol dire che il problema non sono solo i centravanti. E' un po' poco quello fatto da questo reparto in sei partite, lo dicono i numeri. La Juve deve andarsi a prendere le partite, non aspettare che solo l'attaccante gliele risolva".
ALAJBEGOVIC
"Deve essere uno che gioca insieme a Yildiz. Se hai dei giocatori che saltano l'uomo e vedono la porta come loro, tu metti in difficoltà l'avversario e fai respirare centrocampo e difesa. Per me ha già fatto vedere in Nazionale che classe ne ha, e ha carattere. La carta d'identità conta poco. Se hai personalità, aggiunto al talento, allora è uno da far giocare".
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