Spalletti coniuga la Juve ad un solo verbo: vincere
Spalletti ha le idee chiare sulla sua Juve e l'obiettivo è sempre lo stesso: vincere. Il tecnico bianconero così si mette al centro della divisione tra chi ha in testa solo il risultato e gli allenatori invece che mettono davanti la prestazione.
Spalletti dribbla la proverbiale divisone tra risultatisti e giochisti. O meglio, l'allenatore della Juve è nel mondo di mezzo rispetto a questo discorso dal sapore di suggestione mediatica. La prima cosa è vincere, se poi si fa anche con una prestazione esteticamente apprezzabile, tanto di guadagnato. Senza dimenticare, però, l'equilibrio, una specie di mantra per lui. Lucio è in grado di cambiare, senza però snaturare la sua idea di calcio, magari imparando qualcosa nel vedere le altre squadre, tipo il modo troppo basso di difendere del Milan contro il Como. Sulla panchina del Napoli vinse uno scudetto dominando sotto il profilo del gioco e alla fine chiuse il campionato con la migliore difesa. Connubio non scontato. Con la Juve sta cercando di riproporre questo spartito, peccato non sia sbarcato alla Continassa dall'inizio, sarebbe entrato ancora di più nella testa dei giocatori.
A proposito, menzioni particolari per Bremer e Yildiz, i due top della Juve. Il brasiliano è tornato mentalmente “libero” dopo l'intervento al ginocchio, anche se non deve dosare le sue forze, rispetto all'avversario da marcare. L'allenatore toscano lo definisce fortissimo, ma come tutti, può e deve migliorare in qualche particolare, per esempio con la palla tra i piedi. Riguardo a Yildiz, intanto sul fronte del mercato nel caso verrebbe preso un suo vice, nessuna pressione rispetto all'indiscussa titolarità. Certamente farlo rifiatare potrebbe essere salutare, ma è talmente importante che se sta bene è sempre in campo. Come si conviene a qualsiasi top. Guai poi a mettere in discussione Locatelli e la su fascia. Il ragazzo è cresciuto e Spalletti non ha dubbi: “E' un buon capitano per la Juve”. I detrattori di Manuel sono serviti.
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