Accordo Juve-UEFA per il FPF: gli obiettivi intermedi e le sanzioni previste
La Juventus ha intrapreso un percorso triennale di rientro nei parametri del Fair Play Finanziario UEFA. Come ricostruito da Calcio e Finanza, il club bianconero ha sottoscritto lo scorso 30 giugno un settlement agreement con la First Chamber del Club Financial Control Body (CFCB), l'organo di controllo finanziario della UEFA, dopo il mancato rispetto della Football Earnings Rule, il parametro che ha sostituito il vecchio sistema del break-even. L'accordo nasce in seguito al procedimento aperto dalla UEFA nel settembre 2025. Secondo l'organismo europeo, la Juventus aveva registrato un deficit aggregato superiore ai limiti consentiti nei periodi di rendicontazione chiusi nel 2023, 2024 e 2025. Il settlement agreement evita al club una sanzione più pesante nell'immediato, ma impone un piano di risanamento vincolante che si svilupperà nell'arco di tre stagioni.
Gli obiettivi del piano di rientro
Come evidenzia Calcio e Finanza, il monitoraggio riguarderà gli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028 e le stagioni sportive dalla 2026/27 alla 2028/29. L'obiettivo finale è quello di riportare la Juventus nel pieno rispetto della Football Earnings Rule, con un risultato economico aggregato che rientri nei limiti previsti dalla normativa UEFA. Il percorso sarà graduale. Per il bilancio 2026 il club dovrà contenere il deficit di Football Earnings entro i 5 milioni di euro, valore calcolato al netto dei cosiddetti "costi virtuosi" esclusi dal conteggio UEFA. Questo limite potrà arrivare fino a 60 milioni soltanto nel caso in cui l'eventuale scostamento sia interamente coperto da aumenti di capitale o altre operazioni di equity. Nel 2027 i parametri diventeranno ancora più rigidi: la Juventus dovrà sostanzialmente raggiungere il pareggio di bilancio secondo i criteri UEFA, con un deficit massimo pari a zero. Anche in questo caso saranno previste alcune deroghe legate ai conferimenti di capitale o a risultati migliori rispetto al primo anno, fermo restando che il deficit complessivo dei primi due esercizi non potrà eccedere i 60 milioni di euro. Il traguardo finale sarà rappresentato dal bilancio 2028, quando verrà effettuata la valutazione complessiva sui tre esercizi per verificare il pieno rientro nei parametri della Football Earnings Rule.
Monitoraggio costante e obblighi verso la UEFA
Il settlement agreement non si limita agli obiettivi economici. Durante tutto il periodo dell'accordo la Juventus sarà sottoposta a un controllo costante da parte della UEFA. Il club dovrà continuare a rispettare tutti i requisiti previsti per il rilascio della licenza UEFA, dimostrando la propria continuità aziendale attraverso relazioni dei revisori prive di rilievi. Sarà inoltre tenuto a trasmettere informazioni finanziarie e legali complete e aggiornate, comprese quelle relative al Transfer Balance, ossia il saldo economico delle operazioni di mercato. Tra gli obblighi rientra anche l'invio, con cadenza semestrale, di report destinati alla First Chamber del Club Financial Control Body, con cui la Juventus dovrà documentare l'avanzamento del piano e il rispetto dei target fissati. La UEFA, inoltre, si riserva la possibilità di richiedere ulteriore documentazione o di incaricare revisori esterni per effettuare verifiche supplementari.
La sanzione economica: 6 milioni subito, altri 14 subordinati ai risultati
Sul piano economico, il settlement agreement prevede una sanzione massima di 20 milioni di euro. Di questi, 6 milioni rappresentano una multa certa e immediatamente esecutiva, mentre i restanti 14 milioni saranno dovuti soltanto nel caso in cui la Juventus non raggiunga gli obiettivi previsti dal piano. Nel dettaglio, la parte variabile della sanzione sarà articolata in tre tranche: 4 milioni di euro in caso di mancato rispetto del target relativo al 2026, 5 milioni qualora venga superato il limite fissato per il 2027 e ulteriori 5 milioni se il club non dovesse centrare l'obiettivo finale previsto al termine del percorso. La Juventus ritiene di essere già in linea con il primo target fissato dalla UEFA e guarda con fiducia alla possibilità di rispettare tutti gli obiettivi previsti dall'accordo, evitando così il pagamento della quota variabile della sanzione. Il documento prevede infine una clausola particolarmente severa: qualora la UEFA dovesse riscontrare dati economici elaborati su un perimetro societario non corretto o non conformi ai criteri contabili previsti dal regolamento, la parte variabile della multa potrebbe addirittura essere raddoppiata.
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