AdL difende Malagò e attacca Spalletti: "Gli allenatori sono dipendenti, lo dimenticano"
Nella giornata di ieri a Palazzo Grazioli in Roma, si è tenuta la cerimonia di consegna del "Premio Sportivo alla Carriera "al presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis. Nel parlare con la stampa, i tempi toccati lo hanno portato a parlare anche di Malagò e di cosa sta accadendo attorno alla sua elezione e di Luciano Spalletti: "Non fatemi parlare di lui. Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l'orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo. È chiaro il ragionamento?". Sul primo invece dice: "Lui sta vivendo un'odissea, lo ritengo l’unico capace di mettere sui binari corretti il calcio italiano, lo ha dimostrato nella sua vita. Ma dobbiamo trovare in ogni modo la possibilità di farlo cadere perché qualcuno vuole prendere il suo posto. Ma non va bene, non bisogna politicizzare il calcio. La politica è sempre stata assente dal cinema e dallo sport".
Infine arriva la bordata a Gerry Cardinale, patron del Milan e numero uno del fondo RedBird: "L'ho invitato a cena tre anni fa, mi fece un discorso a cui non obiettai altrimenti avrei dovuto prenderlo e buttarlo fuori, mi diceva cose che non stavano in cielo e in terra dal mio punto di vista: è un proprietario che aveva esigenze da finanziere e non da imprenditore vero".
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