Analisi tattica Juventus-Cremonese 5-0: l’identità di Spalletti, Miretti alternativa strutturale e il ritorno di David
Il 5-0 della Juventus contro la Cremonese non è solo una vittoria larga nel punteggio, ma la conferma di un’identità ormai chiara. L’analisi tattica della squadra di Luciano Spalletti mostra una Juventus riconoscibile, coerente nei principi e capace di evolversi anche attraverso soluzioni diverse rispetto agli interpreti classici.
Identità e continuità: la mano di Spalletti
La Juventus di Spalletti continua a crescere sulla base della continuità dell’undici titolare e della ripetizione dei meccanismi. Anche quando manca un esterno puro come Conceição, la fisionomia della squadra resta invariata: controllo del pallone, pressione territoriale e occupazione razionale degli spazi.
Il dominio contro la Cremonese nasce proprio da qui: una squadra che vuole comandare il gioco e che non rinuncia mai ai propri principi, nemmeno contro avversari molto bassi e arroccati.
Costruzione dal basso e nuovo ruolo di Di Gregorio
La costruzione dal basso resta uno dei cardini. L’azione parte spesso da Lloyd Kelly, con i difensori centrali che si aprono e Locatelli che si abbassa tra loro nella classica salida alla Volpiana.
Un aspetto interessante riguarda Di Gregorio: rispetto al passato, il portiere è meno coinvolto nel palleggio corto. La Juventus preferisce affidare la prima uscita ai centrocampisti, ma quando la pressione avversaria è aggressiva non rinuncia a saltare la linea con lanci mirati, creando situazioni di 4 contro 4 in campo aperto e mettendo subito in moto gli uomini offensivi.
Fabio Miretti al posto di Conceição: non una sostituzione, ma una scelta tattica
L’impiego di Fabio Miretti al posto di Conceição rappresenta una vera alternativa di gioco, non un semplice cambio di interprete. Spalletti rinuncia all’esterno che “pesta la riga” e cerca il dribbling per inserire un centrocampista-trequartista capace di muoversi tra le linee.
Miretti si accentra, fraseggia, aumenta la qualità del giro palla e offre linee di passaggio verticali che rendono la Juventus meno prevedibile. La sua visione di gioco permette di consolidare il possesso e di creare superiorità posizionale, soprattutto contro difese chiuse come quella della Cremonese.
Jonathan David, sempre più la punta di Spalletti
Un altro segnale forte arriva da Jonathan David. Il canadese sta diventando sempre più la punta di riferimento di Spalletti, non solo perché è tornato a segnare con continuità, ma soprattutto per il modo in cui interpreta il ruolo.
David lavora molto in appoggio, gioca pulito tra le linee e svuota spesso l’area di rigore. Questo movimento è fondamentale: libera spazio per gli inserimenti dei centrocampisti, in particolare McKennie e Khephren Thuram, e rende il giro palla veloce, uno degli obiettivi principali di Spalletti.
Occupazione degli spazi e inserimenti centrali
Nel 4-2-3-1, l’occupazione del mezzo spazio è costante. Miretti e David si alternano nel venire incontro, mentre gli esterni stringono e i centrocampisti attaccano l’area. È un sistema che punta a manipolare la difesa avversaria, costringendola a scelte difficili.
Sulla sinistra, Yildiz e Cambiaso continuano a scambiarsi posizione, mentre sul lato debole il riempimento dell’area resta un tema centrale per aumentare la pericolosità sui cross.
Transizione feroce e crescita mentale
Dopo il recupero palla, la Juventus accelera. La transizione è rapida e feroce: prima si “pulisce” il possesso, poi si verticalizza immediatamente. Contro la Cremonese questo principio ha prodotto occasioni a ripetizione, mostrando una squadra sempre più sicura delle proprie scelte.
Una Juve sempre più matura
Il 5-0 non è un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di una Juventus in crescita. L’identità tattica, l’evoluzione di Jonathan David e l’alternativa rappresentata da Fabio Miretti raccontano una squadra che sta diventando solida, fluida e temibile. La Juve di Spalletti non solo vince, ma convince.
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