Boga è molto più di un’alternativa: l’innesto che può spostare gli equilibri
L’arrivo di Jeremie Boga alla Juventus nel mercato di gennaio è passato quasi in sordina. Prestito secco, operazione rapida nelle ultime ore, poche luci mediatiche. Eppure, nelle prime due uscite, l’esterno ivoriano ha già lasciato intravedere qualcosa di interessante nel contesto tattico della Juve di Spalletti.
Dal Sassuolo al Nizza: talento, alti e bassi
Il nome di Boga in Italia è legato soprattutto all’esperienza con il Sassuolo, dove fu tra i migliori esterni offensivi della Serie A per dribbling riusciti, capacità di saltare l’uomo e produzione offensiva. In quel contesto esprimeva il massimo: partenza larga, uno contro uno secco, accelerazione sul breve e capacità di creare superiorità numerica costante.
Il passaggio all’Atalanta non ha mantenuto le aspettative altissime create in Emilia. Inserito in un sistema più strutturato e meno orientato all’isolamento puro sull’esterno, Boga ha perso centralità. Successivamente il trasferimento al Nizza, dove ha alternato buone stagioni a periodi meno brillanti, senza però ritrovare pienamente i picchi sassolesi.
Negli ultimi mesi in Francia era fermo da novembre, anche a causa di tensioni con una parte della tifoseria, sfociate in contestazioni e pressioni ambientali che hanno inciso sul suo utilizzo. Un contesto complicato che ha accelerato la scelta del prestito alla Juventus.
Un’alternativa tattica a Yildiz
Boga è stato preso per essere l’alternativa a Kenan Yildiz, ma non è un semplice “cambio ruolo su ruolo”. A differenza del talento turco, che ama accentrarsi e dialogare tra le linee, Boga è un esterno più verticale, più istintivo, più orientato all’uno contro uno puro.
Dal punto di vista tattico, nella struttura 4-2-3-1 di Spalletti, può garantire ampiezza massima in fase di possesso, attirare raddoppi e liberare il mezzo spazio per gli inserimenti dei centrocampisti. È un giocatore che costringe la difesa avversaria a scalare lateralmente, aprendo linee di passaggio interne e creando spazi per l’attacco dell’area.
L’impatto immediato: Bergamo e Lazio
Nonostante una condizione fisica non ottimale, dopo due mesi lontano dalle partite ufficiali, il suo ingresso a Bergamo contro l’Atalanta è stato vivace. Ha dato imprevedibilità, ha cercato la giocata, ha messo in difficoltà il diretto avversario con conduzioni aggressive.
Contro la Lazio, invece, è stato ancora più incisivo. Il suo ingresso ha aumentato la qualità nell’ultimo terzo di campo e l’azione del 2-2 nasce proprio da una sua giocata: accelerazione, lettura dello spazio e assist perfetto per Kalulu. Un contributo diretto che certifica quanto possa essere utile in partite bloccate o in situazioni di forcing finale.
Cosa può dare alla Juventus di Spalletti
Nel calcio di Spalletti, fatto di riaggressione immediata, occupazione razionale degli spazi e alternanza tra palleggio e verticalità, Boga può essere una risorsa preziosa.
In fase offensiva offre:
Superiorità numerica nell’uno contro uno
Capacità di rompere linee difensive chiuse
Accelerazioni che spezzano l’equilibrio difensivo avversario
Cross e rifiniture dal fondo o rientrando sul destro
In fase di non possesso dovrà crescere nella disciplina posizionale, ma la sua velocità può essere utile anche nelle transizioni offensive, soprattutto quando la Juventus recupera palla e attacca in campo aperto.
Il possibile colpo silenzioso del mercato
Arrivato senza clamore, Boga potrebbe rivelarsi uno degli innesti più interessanti del mercato di gennaio della Juventus. Se ritroverà continuità fisica e fiducia mentale, potrà diventare un’arma complementare a Yildiz, offrendo alla squadra una doppia interpretazione del ruolo: più tecnica e associativa con il turco, più esplosiva e verticale con l’ivoriano.
In una stagione in cui la Juve ha bisogno di alternative credibili per restare competitiva in Serie A e in Champions League, Jeremie Boga può essere molto più di un semplice rincalzo. Può essere la variabile tattica capace di cambiare l’inerzia di una partita.
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