Carnevali, la Juve e quel messaggio a Spalletti: il “Come tu mi vuoi” ha una risposta
Le parole di Giovanni Carnevali al Festival dello Sport di Trento vanno oltre la semplice difesa di Luciano Spalletti dopo la sconfitta contro il Sassuolo. L’amministratore delegato della Juventus ha parlato di Champions, mercato, giovani e futuro, ma soprattutto ha ribadito un concetto preciso: la Juventus vuole costruire e non ricominciare ogni anno da capo. E dentro questo progetto, almeno oggi, c’è Spalletti.
“Spalletti è capace, insegna”: la difesa è totale
Carnevali non ha lasciato molto spazio alle interpretazioni quando gli è stato chiesto del futuro dell’allenatore. Ha definito Spalletti un tecnico straordinario, capace e soprattutto in grado di insegnare calcio. Non solo: ha raccontato di avere una tale considerazione del suo lavoro da voler portare i giornalisti ad assistere a un allenamento per capire cosa succede quotidianamente alla Continassa.
È un dettaglio importante, soprattutto dopo una sconfitta come quella di Sassuolo. Carnevali non ha utilizzato il risultato per mettere in discussione l’allenatore, ma ha ribadito la necessità di lavorare, costruire una base e dare continuità.
E Conte non è il piano B
Il riferimento ad Antonio Conte completa il quadro. Carnevali lo definisce un amico e un allenatore top, ma aggiunge che non è mai stato un pensiero della Juventus. Non sembra quindi esserci un confronto tra due possibili strade: da una parte Conte e dall’altra Spalletti.
Il messaggio della società, almeno nelle parole del suo direttore generale, è diverso: Spalletti è l’allenatore scelto per costruire un percorso. E questo si lega perfettamente all’altro passaggio dell’intervista, quando Carnevali sottolinea che negli ultimi anni alla Juventus ci sono stati troppi cambiamenti e che senza una base importante non si costruisce nulla.
Quel “ha il suo carattere” che fa tornare alla mente “Come tu mi vuoi”
C’è però una frase, apparentemente secondaria, che merita attenzione. Dopo una lunga serie di complimenti, Carnevali dice: “Ha il suo carattere, ci mancherebbe. Ognuno è diverso dagli altri”. Non è una critica e non viene presentata come un problema. Anzi, subito dopo arriva un altro elogio alla sua grande voglia di vincere.
Eppure proprio quel passaggio può essere letto come il piccolo tassello mancante rispetto a quanto raccontato qualche settimana fa. Spalletti aveva parlato del rapporto con Carnevali e della necessità di “dare di più”, in una sorta di “Come tu mi vuoi” applicato al suo nuovo ruolo alla Juventus.
Forse la risposta di Carnevali è arrivata adesso. Sul piano tecnico non sembra esserci nulla da chiedere a Spalletti: insegna, lavora, prepara e ha una grande voglia di vincere. Se c’è un aspetto che la società vuole conoscere e accompagnare nel percorso, potrebbe essere proprio quello caratteriale. Non per cambiare Spalletti, ma per permettergli di inserirsi sempre meglio in una Juventus che ha bisogno di stabilità.
Il vero obiettivo è smettere di ricominciare
La parte più importante delle parole di Carnevali, in fondo, potrebbe essere proprio questa. La Juventus non vuole più vivere di continui cambiamenti. Vuole una base solida, un allenatore, una rosa competitiva e un percorso capace di produrre risultati nel tempo.
La Champions League resta fondamentale anche per ragioni economiche, tanto che Carnevali ha definito la mancata qualificazione un vero “bagno di sangue”. Ma allo stesso tempo ha chiarito che il quarto posto non può essere considerato l’obiettivo finale della Juventus. Serve arrivare in Champions, ma per costruire una squadra che possa puntare più in alto.
Spalletti deve essere parte della costruzione
È qui che le parole di Carnevali acquistano un peso maggiore rispetto alla semplice conferenza post-sconfitta. La Juventus sta cercando di costruire una squadra più italiana, di valorizzare i giovani, di sviluppare la Next Gen e di acquistare giocatori con prospettiva. Ma per farlo serve anche una guida tecnica stabile.
Spalletti, nelle parole di Carnevali, sembra essere proprio questo: non soltanto l’allenatore chiamato a vincere le prossime partite, ma il tecnico che deve insegnare, costruire e dare una direzione.
E allora quel “ha il suo carattere” assume quasi il valore di una postilla. Il 99% del messaggio di Carnevali è una difesa convinta di Spalletti. Quel piccolo 1% non sembra una bocciatura, ma piuttosto la consapevolezza che anche un allenatore straordinario debba trovare il modo migliore per esprimersi dentro una nuova Juventus.
Perché, dopo anni di cambiamenti, il vero progetto della società sembra essere finalmente un altro: non cambiare ancora, ma costruire.
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