Da epurati a titolari: lo strano caso dei quattro cavalli di ritorno di Juve e Milan

Da epurati a titolari: lo strano caso dei quattro cavalli di ritorno di Juve e MilanTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Ci sono partite che raccontano molto più di quello che succede nei novanta minuti. Juventus-Milan di domenica sera, per esempio, porta con sé una storia particolare che riguarda quattro giocatori presenti nelle probabili formazioni: Douglas Luiz e Nico Gonzalez da una parte, Yunus Musah e Samuel Chukwueze dall'altra.

Tutti e quattro, in modi diversi, erano stati considerati sacrificabili dai rispettivi club. Tutti e quattro hanno lasciato la propria squadra attraverso un prestito. E tutti e quattro, dopo esperienze differenti, sono tornati alla base ritrovandosi improvvisamente dentro un progetto tecnico che sembrava non appartenergli più.

Il risultato è curioso: alla vigilia della sfida dell'Allianz Stadium, Juventus e Milan potrebbero affrontarsi proprio con quattro cavalli di ritorno che sembravano destinati a non avere più spazio.

Douglas Luiz, da separato in casa a uomo di Spalletti

Il caso più sorprendente è probabilmente quello di Douglas Luiz. Arrivato alla Juventus come uno degli acquisti più importanti della precedente campagna estiva, il brasiliano non è riuscito a imporsi nella sua prima stagione italiana. La sua esperienza in bianconero è stata al di sotto delle aspettative e, alla fine dell'estate successiva, la società ha scelto di separarsi temporaneamente dal centrocampista.

La destinazione è stata il Nottingham Forest, ma nemmeno in Premier League le cose sono andate come previsto. Il brasiliano ha trovato poco spazio e non è riuscito a lasciare il segno, tanto da interrompere anticipatamente il prestito nel mese di gennaio. Il ritorno in Inghilterra, questa volta all'Aston Villa, sembrava poter rappresentare l'occasione ideale per ritrovare sé stesso, anche perché proprio lì Douglas Luiz aveva vissuto gli anni migliori della sua carriera.

Qualche buona prestazione c'è stata, ma il finale di stagione non ha restituito la sensazione di un giocatore definitivamente rinato. E così Douglas Luiz è tornato alla Juventus.

Qui, però, è cambiato tutto.

Luciano Spalletti ha puntato su di lui fin dall'inizio della preparazione, senza considerarlo un semplice elemento da recuperare o una pedina destinata a essere nuovamente inserita sul mercato. Il brasiliano è diventato progressivamente una presenza centrale nel centrocampo juventino, al punto da essere oggi uno dei giocatori sui quali l'allenatore sembra costruire la propria idea di squadra.

È forse questo il ribaltamento più interessante: quello che sembrava un giocatore da accompagnare all'uscita è diventato uno dei centrocampisti attraverso i quali Spalletti sta cercando di dare identità alla Juventus.

Nico Gonzalez, dalla partenza quasi annunciata al gol che cambia tutto

La storia di Nico Gonzalez è diversa, ma il finale è sorprendentemente simile.

La sua prima stagione alla Juventus non aveva convinto pienamente. L'argentino era arrivato con aspettative importanti, ma non era riuscito a trovare quella continuità che ci si aspettava da lui. Al termine della stagione la Juventus aveva quindi scelto di mandarlo in prestito all'Atletico Madrid, dove avrebbe dovuto rilanciarsi sotto la guida di Diego Simeone.

A Madrid Nico ha trovato un contesto nel quale recuperare fiducia e centralità. Il rendimento è cresciuto e il suo percorso lo ha riportato anche al centro della Nazionale argentina, fino al Mondiale, dove ha fatto parte della squadra arrivata in finale contro la Spagna.

Il suo destino sembrava comunque lontano da Torino. E invece è arrivato Spalletti.

Il tecnico, inizialmente con parole più prudenti, poi in maniera sempre più esplicita, ha fatto capire di avere una considerazione molto alta di Nico Gonzalez. Non soltanto per le sue qualità tecniche, ma per la sua capacità di interpretare più ruoli e di adattarsi alle necessità della squadra.

Alla fine Nico è rimasto.

E la risposta più bella è arrivata immediatamente sul campo: contro il Parma, entrando dalla panchina, l'argentino ha cambiato la partita, segnando il gol del vantaggio della Juventus e dando una scossa a una squadra che ne aveva bisogno.

Adesso, alla vigilia del Milan, Nico Gonzalez sembra addirittura destinato a partire titolare. Da giocatore che sembrava avere già un piede fuori dalla Juventus a possibile protagonista del big match.

Musah, da esubero a motore del centrocampo rossonero

Dall'altra parte c'è Yunus Musah, e anche qui la storia parte da un giocatore che sembrava non rientrare più pienamente nei piani.

Il centrocampista statunitense era stato mandato in prestito all'Atalanta, dove ha vissuto una stagione senza riuscire a diventare un protagonista assoluto. Il minutaggio non è stato enorme, ma l'esperienza bergamasca gli ha permesso di mantenere continuità e di aggiungere un altro capitolo alla propria esperienza tattica.

Il ritorno al Milan, però, ha coinciso con una situazione completamente diversa. Ruben Amorim gli ha dato fiducia fin dall'inizio e Musah è entrato immediatamente dentro il nuovo sistema rossonero.

La sua utilità, in questo Milan, è evidente: corsa, aggressività, capacità di coprire campo e disponibilità a interpretare il ruolo richiesto dall'allenatore. Non è necessariamente il giocatore chiamato a decidere le partite con un gol o con una giocata spettacolare. È quello che permette alla squadra di funzionare.

E proprio questa caratteristica potrebbe renderlo importante anche contro la Juventus. In una partita nella quale il Milan dovrà garantire equilibrio e contemporaneamente accompagnare l'azione offensiva, la quantità di Musah può diventare un'arma preziosa.

Chukwueze, la sorpresa più evidente

Se c'è però un giocatore che più degli altri sembra aver beneficiato del ritorno a Milano, quello è Samuel Chukwueze.

Il nigeriano aveva vissuto un periodo complicato con il Milan e nell'estate precedente era stato mandato in prestito al Fulham. L'esperienza inglese non lo ha trasformato in un titolare indiscutibile, ma gli ha permesso di ritrovare minuti, fiducia e soprattutto continuità: ha chiuso la stagione con 23 presenze in Premier League, tre gol e quattro assist.

Il ritorno in rossonero sembrava poter essere soltanto un passaggio intermedio. Invece Amorim lo ha inserito immediatamente nel proprio sistema e gli ha affidato una posizione particolarmente interessante.

Chukwueze viene utilizzato come esterno a tutta fascia nel 3-4-2-1 rossonero. Una scelta che gli chiede inevitabilmente qualcosa in più sul piano tattico, ma che contemporaneamente valorizza le sue qualità migliori: velocità, capacità di attaccare lo spazio e soprattutto abilità nell'uno contro uno.

Già in estate aveva mostrato segnali importanti, con un'ottima prestazione contro il Manchester United, impreziosita da un gol e da due assist. Nelle prime due giornate di campionato Amorim lo ha poi confermato titolare, trasformandolo di fatto in una delle pedine importanti del nuovo Milan.

Quattro storie diverse, una stessa partita

La cosa più interessante è che non si può mettere sullo stesso piano il percorso dei quattro giocatori.

Douglas Luiz è tornato alla Juventus dopo una doppia esperienza in prestito in Inghilterra. Nico Gonzalez è rientrato dopo essersi rilanciato all'Atletico Madrid e con una nuova centralità anche in Nazionale. Musah ha utilizzato l'Atalanta per ritrovare continuità. Chukwueze ha invece sfruttato il Fulham per ripartire dopo un periodo complicato al Milan.

Ma il punto comune rimane evidente: nessuno dei quattro sembrava destinato a essere protagonista dei propri club al momento della partenza.

Adesso, invece, potrebbero ritrovarsi tutti nello stesso campo e addirittura tutti da titolari.

Il mercato può sbagliare, gli allenatori possono cambiare tutto

È anche una piccola lezione sul funzionamento del calcio moderno. Un giocatore che un allenatore considera poco adatto al proprio progetto può diventare improvvisamente fondamentale per il tecnico successivo. E un calciatore che sembra aver perso valore può ritrovarlo semplicemente cambiando sistema, posizione o ambiente.

È quello che sembra essere successo con questi quattro giocatori.

Spalletti ha visto in Douglas Luiz caratteristiche che evidentemente ritiene utili al proprio centrocampo e ha deciso di investire sulla sua rinascita. Con Nico Gonzalez ha fatto qualcosa di simile, riconoscendogli quella duttilità che può diventare preziosa durante una stagione lunga.

Amorim, dall'altra parte, ha individuato in Musah e Chukwueze due giocatori perfettamente compatibili con le richieste atletiche e tattiche del suo sistema.

E così il paradosso è servito: quattro giocatori che erano stati accompagnati alla porta attraverso un prestito potrebbero ritrovarsi protagonisti proprio della partita che mette di fronte Juventus e Milan.

Forse è troppo presto per parlare di rivincita. Ma domenica sera, all'Allianz Stadium, sarà impossibile non guardare anche a loro. Perché quella tra Juventus e Milan sarà una sfida tra due squadre che hanno cambiato molto, ma anche tra quattro giocatori che hanno avuto una seconda possibilità.

E qualche volta, nel calcio, la seconda possibilità è quella che cambia davvero la storia.