Mai facile vincere in Spagna: Celta Vigo-Juve, le contropagelle di Sanfelici
Promossi e bocciati da parte di Marco Sanfelici, nella Juve che ha espugnato il campo del celta Vigo, portandosi a punteggio pieno dopo due gare di Europa League.
VICARIO 6 Prende una rete per colpa di una distrazione collettiva, senza responsabilità alcuna. Poi non viene più chiamato a salvare lo “stellone”, anche perché dalla mezzora della ripresa il mister sistema la difesa.
KALULU 6 Inizio approssimativo che strada facendo va caricandosi di buone cose. Patisce le trame discrete dei celesti galiziani, ma alla lunga quando la forza e le energie fanno la differenza, esce di prepotenza portando su palloni e palloni.
GATTI 5,5 Fuori posizione nell’azione in verticale che dà al Celta il vantaggio. Forse il fatto di perdere il fermaglio reggi capelli lo infastidisce oltre misura, prova a fiondarsi nell’area avversaria sui calci piazzati, ma la sua professione è fare il difensore e su questo va giudicato. (BREMER 6 Ha carenza di pulizia di gioco, ma rimedia con l’esperienza e la serranda scende)
KELLY 5,5 Alcune giocate di livello inframmezzate da autentiche “ciofeche”, che gli costano anche un giallo. Difetta di linearità e semplicità nelle esecuzioni. Come tutti i compagni di reparto, è corresponsabile della rete di Hugo Alvarez. (LUCUMI 6 Maggiormente impegnato dalla decisione arbitrale di ammonirlo dopo 30 secondi dall’ingresso che dagli ultimi velleitari tentativi del Celta, fatti di corse a perdi fiato con il finale cozzo contro il muro juventino)
CAMBIASO 6,5 Alla faccia di tutti gli “opinionisti da tastiera” che invece di tifare, si improvvisano tecnici di lungo corso, senza arte né parte. Non mi risultano… “cambiasate”, primo tempo discreto e senza sbavature; ripresa ancora meglio, senza distrazioni o giocate da “fenomeno” e conclusa col un traversone al bacio sulla testa di Kolo.
McKENNIE 6 Ha il compito di fare il boia e l’impiccato e lo esegue bene, ma non benissimo. La “legna” da tagliare è piuttosto bagnata e rende poco. Ciò detto, si sciroppa tutta la partita e non molla di un metro e nel centrocampo della Juventus non si perde mai la sua presenza.
KOOPMEINERS 5,5 Nel momento in cui si impappina sul pallone servito da Wolte con il timbro: “Tira e segna” verrebbe voglia di farlo sparire del tutto dal calcio. Spalletti però ha gli uomini contati e anche solo per fare numero, non se ne priva. Mentre si aspetta ancora che arrivi Koop, con ogni probabilità anche Godot farebbe capolino. (DOUGLAS LUIZ 6 Niente di eccezionale, ma Douglas sa giocare a calcio e la manovra cresce)
SARR 6,5 Nei 45 minuti iniziali gioca alla Duoglas, smistando palloni in appoggio e chiudendo alto le ripartenze celesti. Nel secondo tempo cambia il fioretto con la Durlindana e sono stilettate a liberare, a spazzare, senza tanti fronzoli. E’ senza dubbio il migliore della terra di mezzo.
CONCEICAO 6 Si sbatte come suo solito e come suo solito negli ultimi tempi, il fumo è molto più dell’arrosto. Mette in mezzo un pallone sontuoso, ma Wolte è troppo arretrato. E’ nervoso e cosciente che Zhegrova stia facendo di tutto per portargli via la titolarità. (NICO GONZALEZ 6,5 Lascia l’impronta del giocatore indispensabile. Con lui in campo la difesa galiziana incomincia a traballare, perdendo equilibrio perché Nico la destabilizza. Va al tiro in modo pericoloso e si insinua facendo del male in area di rigore)
ALAJBEGOVIC 5,5 Dà la sensazione di capirci ben poco, in un marasma di concitazione e disordine diffusi. Cerca di incidere andando a cercare azioni personali volte a servire cross per l’unica punta, ma viene contenuto abbastanza facilmente dai difensori avversari. (KOLO MUANI 7 Altra rete di importanza capitale. Svaria da sinistra a destra sulle fasce, dopo l’uscita di Chico e Alaj, salvo poi essere presente in area per correggere in rete il traversone di Cambiaso e firmare la rete di una vittoria fondamentale per il proseguimento della stagione. Se vale ancora la legge non scritta secondo la quale, quando una punta si sblocca è facile che la stessa faccia un filotto di reti, dobbiamo attenderci altri goal in serie)
WOLTEMADE 7 Dinoccolato nei movimenti, ma mica tanto nella voglia di concludere. La necessità lo costringe a giocare da centravanti, che centravanti non è, con un risultato confortante: va alla conclusione di possesso tirando alto nel primo tempo, unica azione pericolosa della Juventus della frazione di gioco. Appena Marcos Alonso gli stoppa la palla davanti alla propria porta, Nick molla un destro esterno d’istinto da grande attaccante e il pareggio è servito. Si prodiga a creare spazi per Kolo e la rete finale è la diretta conseguenza.
SPALLETTI 6,5 Prepara una gara con più infortunati che uomini in panchina. E con l’imperativo categorico di preservare la rosa, gestendola anche in funzione dello scontro con la Lazio di domenica prossima. Parte quindi con la “Juve B”, con l’intento evidente di restare in partita fino a quando possa calare in campo i pezzo da 90. Il goal del Celta abbastanza presto rischia di scompaginargli la strategia, anche se più di una rete il Celta non è in grado di fare. Ritorna in linea col pareggio di Woltemade e da quel momento gli inserimenti in campo di Bremer e Lucumi lo tutelano nel contenimento, mentre quelli di Nico, Douglas e Kolo fanno pendere l’ago della bilancia dalla parte juventina. E’ una gestione delle risorse impeccabile, pur con i rischi sottesi. Torna a Torino con 3 punti che fanno punteggio pieno e soprattutto che, se viene battuto il Rennes al prossimo turno, permettono di continuare nella gestione della rosa rispetto a partite ravvicinate da affrontare. Anche quel pizzico di buona sorte aiuta, ma siamo ancora in forte credito. Si volta pagina e, dopo avere regolato i bianco celesti spagnoli, sotto con quelli della Capitale. Può essere l’occasione di rafforzare la presenza bianconera nelle stanze che contano anche in Italia e, come diceva un protagonista delle prime televisioni private torinesi, “non approfittarne è pura follia”.
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