Juve, una notte da prima della classe: quando due è meglio di uno

Juve, una notte da prima della classe: quando due è meglio di uno
Oggi alle 01:17Editoriale
di Savi Carlone
La squadra di Spalletti vince 2-1 a Vigo e scopre che con le due punte sa giocare meglio. Ora tocca al mister trovare l'incastro.

Lungo il cammino di Santiago, venendo da sud e lasciato il Portogallo appena alle spalle, Vigo è considerata una di quelle tappe tremende: un inerpicarsi costante lungo salite e salitine, raccontato con timore perfino dalla gente dei paesi intorno. La Juve le aveva prese sonore, da quelle parti, anni fa. Ed era Juve, non la discontinua ed indecifrabile imitazione dei giorni nostri, che in un cammino arriverebbe probabilmente sì e no a Santhià.

Lasciata la due giorni dell'Europa che conta con la zero su quattro italiana, la Juve di Vigo parte con l'andazzo di chi vorrebbe eguagliare malamente le sorelle connazionali. Lenta, piena di giocatori con pochi minuti, becca un gol dopo meno di venti giri di lancette al primo affondo subito, come domenica, dopo alcuni tocchi avversari dentro l'area: dalla Sardegna ai bordi dell'Atlantico poca differenza, insomma. Cambiaso a prender le misure del campo, Kelly e Gatti a ritrovare il significato di titolarità, Koopmeiners ad imbambolarsi dentro l'area: il film è una pellicola già vista. Davanti, nonostante la presenza di titolabili come Conceicao e Alajbegovic, poca roba: Woltemade trema dopo essersi scrollato di dosso il marcatore e sparacchia alta la migliore occasione del primo tempo. 

Per fortuna la Juve è abitudinaria nel regalare momenti diversi della gara, da un pezzo. E così la ripresa sembra altra roba. Non champagne, ma qualche bollicina c'è, soprattutto da Conceicao, volitivo al punto da essere contrariato una volta sostituito a metà tempo. Il portoghese fa però in tempo ad assistere, in campo, al primo gol di Woltemade su azione: il gigante di Brema sfrutta un maldestro controllo di un difensore e non si emoziona. Emozionante invece è l'intesa tra il tedescone e Kolo Muani, una volta dentro insieme. Ancora una volta, a rafforzare le reciproche parole al miele ai microfoni da parte dei due attaccanti, la presenza contemporanea sul campo sembra avere un effetto magico: l'area si riempie, i punti di riferimento per i compagni sono maggiori di quelli per gli avversari, e in recupero arriva pure il sorpasso, con una rete anche qui pescata dal repertorio di Cagliari: cross da sinistra - questa volta è Cambiaso - e testata del francese sul secondo palo.

La Juve vince e si scopre dopo una vita prima della classe nel mucchione dell'Europa League. E, soprattutto, certifica che nel mucchione delle mezze punte in rosa, le due uniche punte fino a ieri in ballottaggio per lo stesso ruolo amerebbero giocare insieme. Palla al mister, a questo punto: domenica arriva subito la Lazio, prima della classe vera.