Gazzetta dello Sport: Juve, rivoluzione totale da Lewandowski a Tonali

Gazzetta dello Sport: Juve, rivoluzione totale da Lewandowski a TonaliTUTTOmercatoWEB.com
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di Massimo Reina
fonte Gazzetta dello Sport
Mercato ambizioso e nomi pesanti: la dirigenza bianconera vuole esperienza e personalità per tornare al vertice.

La Juventus prepara l’estate come si prepara una tempesta: in silenzio, ma con l’aria che cambia. E le parole delle scorse ore di Damien Comolli non lasciano spazio a interpretazioni: il prossimo mercato sarà ambizioso, costruito per riportare i bianconeri dove la storia pretende, non dove la classifica concede. Niente proclami, ma un messaggio chiaro: servono giocatori veri, con peso internazionale, gente abituata a sentire il rumore delle notti europee.

Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, Il centrocampo è il primo cantiere aperto. Bernardo Silva resta il sogno elegante, Leon Goretzka l’occasione concreta a parametro zero, mentre il nome di Sandro Tonali aleggia come un miraggio costoso, quasi proibito. Più percorribile, invece, la pista che porta a Stanislav Lobotka, fedelissimo di Spalletti e regista già plasmato a sua immagine.

Davanti, il vento del cambiamento è ancora più forte. Dopo una stagione senza certezze, la Juventus studia una rivoluzione. Il nome che accende l’immaginazione è quello di Robert Lewandowski: esperienza, gol, leadership. Ma tutto dipenderà dall’ingaggio e dalla volontà del polacco, tentato anche da Arabia e MLS. Restano vive anche le piste che portano a Kolo Muani — di ritorno al PSG ma senza spazio — e a Darwin Nunez, pronto a lasciare l’Al-Hilal in cerca di un palcoscenico più competitivo.

In difesa, invece, il futuro passa anche da possibili addii. Bremer ha una clausola importante e potrebbe diventare sacrificabile. Per sostituirlo, Spalletti sogna un volto noto: Kim Min-Jae, il suo vecchio generale a Napoli. Ma lo stipendio del coreano è un muro difficile da scalare. Più sullo sfondo, ma sempre presenti, i profili come Rudiger e quelli italiani come Calafiori. Il disegno è chiaro: non più una squadra in costruzione, ma una squadra pronta. Ora serve tornare a vincere, senza alibi. E senza paura.