Gazzetta dello Sport: "Spalletti per lo scatto Champions si affida ai suoi fedelissimi"
Nel calcio delle rotazioni infinite, Luciano Spalletti ha fatto una scelta controcorrente: fidarsi di pochi, ma fino in fondo. E nella corsa alla Champions League, la Juventus si aggrappa a uno zoccolo duro ben definito.
Basta scorrere i minutaggi da quando il tecnico è arrivato alla Continassa per capire chi sono i suoi uomini. In cima alla lista ci sono Kalulu, McKennie e Locatelli, colonne di una squadra che cerca equilibrio tra quantità e ordine. Accanto a loro, la luce giovane di Kenan Yildiz e l’affidabilità di Lloyd Kelly: cinque nomi che rappresentano la struttura portante della Juve attuale.
Non è solo una questione di numeri, ma di fiducia. Spalletti ha individuato un gruppo ristretto a cui affidare ritmo, identità e continuità, mentre il resto della rosa ruota attorno a queste certezze. Da Bremer a Thuram, passando per Cambiaso e Conceição, tutti contribuiscono, ma senza lo stesso peso specifico nelle gerarchie. Una scelta chiara, quasi filosofica: meno esperimenti, più certezze. Perché in questo finale di stagione ogni punto pesa, e ogni errore può costare un’intera annata.
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