Ginevra Elkann verso la presidenza? Chi è la donna che potrebbe cambiare il volto della Juve

Ginevra Elkann verso la presidenza? Chi è la donna che potrebbe cambiare il volto della JuveTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
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di Massimo Reina
Secondo Matteo Moretto, Ginevra Elkann sarebbe verso la presidenza della Juventus. Una possibilità che riporta un cognome storico ai vertici del club.

Ci sono cognomi che non hanno bisogno di essere presentati. Agnelli, a Torino, è uno di quelli. Lo pronunci e dentro ci trovi la fabbrica, la città, la Juventus, gli anni belli e quelli meno belli. Ci trovi soprattutto una lunga consuetudine con il potere, che è una parola poco elegante ma inevitabile quando si parla della storia della Fiat prima e di Exor poi.

Adesso potrebbe esserci un altro passaggio. Secondo Matteo Moretto, Ginevra Elkann sarebbe verso la presidenza della Juventus. Non è ancora una nomina ufficiale, anzi, c'è chi come Tuttosport smentisce questa voce, ma è e resta un'indiscrezione che merita attenzione perché racconta qualcosa anche della direzione che la proprietà potrebbe voler dare al club.

Ginevra Elkann ha 47 anni, è nata a Londra nel 1979 ed è figlia di Margherita Agnelli e Alain Elkann. È sorella di John e Lapo, nipote di Gianni Agnelli. Ma fermarsi all'albero genealogico sarebbe riduttivo. La sua storia professionale si è sviluppata soprattutto in un altro mondo: cinema, cultura, produzione artistica.

È produttrice e regista, presidente di Asma Films e della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Due attività che dicono qualcosa dei suoi interessi e di una formazione distante dalla gestione quotidiana di una società calcistica. Il calcio, per lei, non sarebbe dunque il mestiere imparato fin dall'inizio, ma un nuovo territorio nel quale portare un'esperienza maturata altrove.

C'è però un filo che la lega già alla macchina societaria della famiglia: Ginevra Elkann è Non-Executive Director di Exor, la holding che controlla la partecipazione di riferimento nella Juventus. Non è quindi una figura estranea alla proprietà: è parte di quel mondo, ne conosce i meccanismi e soprattutto ne conosce la storia familiare. Una storia nella quale la Juventus occupa uno spazio particolare, quasi sentimentale, ma anche molto concreto: bilanci, strategie, responsabilità.

E qui la faccenda diventa interessante, perché una presidenza non è soltanto una poltrona. È un volto. È il modo con cui una società si presenta all'esterno, il tono con cui parla, la persona che nei momenti difficili deve metterci la faccia. La Juventus non è soltanto una squadra di calcio: è una delle poche società italiane nelle quali il presidente viene inevitabilmente letto anche attraverso la storia della famiglia proprietaria.

Ginevra arriverebbe con un profilo diverso rispetto a quello di altri esponenti della famiglia che hanno avuto ruoli più direttamente legati all'industria o alla gestione sportiva. Cinema e cultura da una parte, calcio dall'altra. Due mondi apparentemente lontani, ma entrambi costruiti su visione, racconto, immagine e capacità di scegliere cosa portare alla luce.

Non il volto del calcio tradizionale, quindi e nemmeno quello dell'industria, ma un volto cresciuto tra pellicole, quadri e memoria familiare. Forse è proprio questo il particolare più interessante: la Juventus negli ultimi tempi ha cambiato spesso allenatori, giocatori, dirigenti. La proprietà, invece, ha una memoria più lunga. E ogni tanto quella memoria presenta un conto, oppure apre una porta. Questa volta la porta, positivamente, potrebbe chiamarsi Ginevra.