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Valentini a RBN: “Commissariamento di Malagò? Non un bel segnale. Juventus in crescita”

Valentini a RBN: “Commissariamento di Malagò? Non un bel segnale. Juventus in crescita”TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 20:50Podcast
di Lucio Marinucci

L'ex dirigente FIGC Antonello Valentini, intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera nel corso della trasmissione Fuori di Juve, ha parlato di vari temi. Questa innanzitutto la sua opinione sul caos in FIGC: "Il commissariamento assai probabile non è un bel segnale per il calcio italiano. Mi auguro soltanto che subito dopo la nomina del commissario si fissi la data delle nuove elezioni, che per regolamento si può fare dopo 70 giorni. Tra Natale e la Befana dovremmo avere il nuovo presidente, che potrebbe essere di nuovo Malagò, che risolto un problema ridicolo dopo quello del tesseramento potrebbe ricandidarsi. C'è stata una leggerezza, non di Malagò ma degli uffici federali. Dal 2019 la Federazione ha recepito nelle proprie normative un principio del CONI che per candidarsi serve essere tesserati, ma bastava avvertire Malagò per farlo tesserare. Quello che non mi piace è qualche termine circolato in questi giorni attribuito a Buonfiglio, che ha detto che non sono complici. E questo non mi piace, questo termine. Malagò è in buona fede, non c'entra nulla".



Parlando della Juventus Valentini ha invece detto: "Sto vedendo una squadra in crescita. Spalletti sta facendo un lavoro che non ha potuto fare lo scorso anno quando è entrato in corsa, con una squadra che non era sua. Quest'anno ha impostato una squadra secondo il suo credo. La vedo in crescita, pur dovendo fare a meno di pedine importanti come Locatelli, Yildiz. Mi pare si muova con uno spirito da Juve. L'accoppiata Carnevali-Massara possa costituire per la società un patrimonio dirigenziale solido, affidabile, per riportare la Juve dove è sempre stata. Mi riservo solo di valutare Woltemade, ancora un oggetto misterioso, ma ha struttura per essere utile".

Infine un passaggio relativo ai mugugni su Spalletti e alle immancabili voci su Conte: "Questi sono i limiti del calcio italiano, fa comodo attizzare certe polemiche e creare dualismi. Ma un po' di pazienza, o non si costruisce mai nulla. Sarebbe stato ingeneroso e sbagliato mandare via Spalletti dopo 4 giornate".