Italia, Gatti: "Abbiamo il peso di un Paese sulle spalle. E su Dzeko..."
In vista dell'imminente finale playoff contro la Bosnia, il difensore della Juventus e della Nazionale italiana Federico Gatti ha parlato così ai microfoni di Rai Sport:
"La cosa più importante era vincere e passare alla finale. Ora ci giocheremo tutto in questa partita da dentro o fuori, ci stiamo preparando.
Se i fantasmi del passato ci hanno accompagnati a Bergamo? Non li ho vissuti personalmente, ma c'era e c'è una certa aria, il peso di un Paese sulle spalle. Però serve anche leggerezza, ci giochiamo tantissimo e dobbiamo approcciare al massimo senza sprecare troppe energie nei giorni prima.
Se proviamo rabbia e rivendicazione? Sì, ma ora c'è una partita fondamentale e bisogna trovare tutte le energie possibili da metterci. Sono sicuro che ci sarà lo spirito di voler morire per il compagno e con questo avremo sempre risultati. Poi parlerà il campo, ma sarà una partita molto dura. Io non ho mai giocato in Bosnia ma mi hanno detto che il campo è piccolo, i tifosi sono lì attaccati: sarà una sfida maschia.
Se Gattuso è il nostro condottiero? Il mister ha portato brillantezza ed energia. I risultati poi aiutano a consolidare il gruppo, deve essere un percorso.
Se ci aspettiamo un ambiente ostile in Bosnia? Sì ma dobbiamo pensare a noi stessi. Non mi piace parlare prima delle partite, al giorno d'oggi chiunque si sente in grado di poter giudicare. Questa è una partita che può cambiarci il futuro, dobbiamo vederla in quell'ottica lì e basta. I discorsi lasciamoli agli altri.
Se abbiamo valutato che il campo di Zenica svantaggia la tecnica? Ho giocato in campi peggiori. Non so che condizioni potranno esserci, ma dovremo essere pronti a tutto, la partita è talmente importante che quel che sarà, sarà, ma dovremo dare il 110%.
Cosa significa sfidare Dzeko? Ci ho giocato contro al primo anno di Juventus, contro l'Inter: attaccante molto forte, la sua carriera parla per lui. Cercheremo tutte le energie per portarci a casa una partita che può cambiare il futuro di ognuno di noi, e giocheremo per la Nazione".
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