Juve-Bologna, Locatelli in conferenza: "Manninger grandissima persona. Juve progetto solido. Rinnovo, un sogno"

Juve-Bologna, Locatelli in conferenza: "Manninger grandissima persona. Juve progetto solido. Rinnovo, un sogno"TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 14:53Primo piano
di Massimo Reina
Parla il capitano: "Con Spalletti bel rapporto. Domani dobbiamo vincere, obiettivo Champions senza più margine d’errore. Il mercato potrà darci una mano".

La Juventus si gioca tutto, e lo fa aggrappandosi alle sue certezze. La prima ha un nome e un volto: Manuel Locatelli. Alla vigilia della sfida contro il Bologna, in programma domenica 19 aprile alle 20:45, non è stato Luciano Spalletti a presentarsi in conferenza stampa, ma il capitano bianconero. Una scelta simbolica, ma anche profondamente concreta. Perché Locatelli arriva all’appuntamento con una firma fresca: rinnovo ufficiale fino al 30 giugno 2030. Ecco le sue parole che abbiamo riportato in diretta testuale qui su BianconeraNews.

CONFERENZA STAMPA DI MANUEL LOCATELLI PER JUVENTUS-BOLOGNA

Prima di iniziare con le domande, Locatelli prende la parola

«Ci tenevo a ricordare Manninger. Io, da bambino, guardando la Juve, ho un ricordo legato a lui. Era una grandissima persona, lo ricorderemo con affetto: verrà ricordato domani e per sempre. Mando un abbraccio alla sua famiglia».

Buongiorno Manuel, cosa c'è nella tua testa e nel tuo cuore dopo il rinnovo?

«Quando ho saputo che oggi avrei fatto la conferenza, mi sono chiesto come spiegare quello che provo: il rinnovo con la Juve, essere capitano… non è facile descriverlo. La risposta è immaginare di parlare a un bambino che viene a vedere la Juve: “Tifi Juve da piccolo? Ti piacerebbe diventare capitano e vivere qualcosa del genere?”. Ecco, la mia risposta è questa. Dovremmo essere dei robot, ma sono momenti bellissimi: è l’ennesimo sogno che realizzo, con una responsabilità enorme. Sento la fiducia dei tifosi e della società, anche in campo. Per me è un sogno enorme e sono felicissimo di aver rinnovato».

Manuel, cosa pensi della sconfitta del Como? Può essere una spinta per la sfida contro il Bologna?

«Sarà la gara più importante dell'anno? Penso che la partita più importante della stagione sarà sempre quella che viene dopo, tutte diventano fondamentali. Noi non dobbiamo pensare al Como, ma a noi". Poi ha proseguito: "Quest'anno non siamo riusciti a vincere e per quanto riguarda il futuro sappiamo che l'obiettivo è tornare a vincere, serve avere un progetto solido e la scelta di rinnovare il mister va in questa direzione, come anche Yildiz. Dovremo tornare a vincere a breve, ce lo aspettiamo tutti, i tifosi e la società».

Cosa si aspetta dal futuro?

«Quest’anno purtroppo non siamo riusciti a vincere, ma abbiamo l’obiettivo della Champions League. Vogliamo tornare a vincere: c’è un progetto solido, e la scelta di rinnovare il mister è stata un segnale importante. Yildiz è un giocatore fondamentale per il futuro, così come McKennie. È essenziale avere una base stabile e dovremo tornare a vincere nel breve periodo. È ciò che si aspettano i tifosi e la società».

Bastano due colpi per far tornare questa Juve a vincere?

«Uno dei miei sogni è alzare un trofeo con la maglia che amo. In questi anni abbiamo cambiato tanti giocatori, probabilmente il mercato potrà darci una mano, ma ci deve pensare la società. Sono passati giocatori fortissimi e ce ne sono ancora. Abbiamo pagato un po’ di inesperienza, ma vedo un progetto solido: è la base da cui ripartire per provare a tornare a vincere».

Cosa ha imparato alla Juventus?

«Scherzando con i compagni dico che un anno alla Juve vale sette anni altrove, per via della gestione della pressione… Sarebbe bellissimo restare qui nove anni, ma non ha senso pensare troppo al futuro. Conta solo il presente e quello che fai in campo. Anche quest’anno abbiamo costruito un bel gruppo con i compagni».

Come si trasforma una contestazione in applausi?

«La cosa più importante che ho imparato è reagire. Tutti sanno che qui ho vissuto momenti difficili, tra fischi e critiche. Io sono sempre rimasto lì, disponibile, cercando di mettermi in discussione. Quando reagisci e dai tutto, è questo che conta. La reazione è la base per stare a questi livelli».

Che rapporto ha con Spalletti?

«In Nazionale non ci conoscevamo bene anche a livello personale. Da quando è arrivato alla Juve mi sono messo subito a disposizione, era l’unica cosa da fare. Quando è entrato nel mondo Juve mi ha parlato, è stato bello ciò che mi ha detto e sapeva quanto potessi essere importante per la squadra. Io mi metto a disposizione per quello che mi chiede, ma la cosa bella è che appena arrivato mi ha chiesto fiducia».

Rigore sbagliato col Sassuolo e mancato Mondiale: che momento è stato?

«Ci sono state settimane migliori dopo quel rigore e il mancato Mondiale. Quando siamo tornati, il mister ha parlato a noi italiani: era dispiaciuto. Sapeva cosa stavamo provando, anche lui è stato in Nazionale e capiva bene la situazione. Ci ha detto che c’era l’obiettivo Champions da conquistare e che nel calcio bisogna pensare subito alla partita successiva. Bisogna restare focalizzati».

Dopo il rinnovo sono arrivati tanti commenti. Che messaggi ha ricevuto dopo il rinnovo?

«Ho ricevuto tanto affetto, ed è stato molto bello. Mi piace condividere queste gioie con la mia famiglia. Mi ha scritto Gianluca Pessotto, che per me è una leggenda di questo club. È una persona splendida, mi ha detto che i momenti difficili che ho vissuto mi hanno reso il giocatore e la persona che sono oggi. Me lo porto nel cuore».

Come si torna a primeggiare in Italia?

«Bisogna tornare stabilmente tra i primi posti. In una stagione ci sono momenti decisivi e partite decisive. Ci è mancata la capacità di vincere le gare sporche, i dettagli. Alcune partite devi vincerle a tutti i costi: quella cattiveria ti porta in alto, nelle prime posizioni».

Perché è mancata la cattiveria in questa stagione?

«In campo siamo andati noi. In questi anni sono cambiate tante cose, sono cambiati diversi allenatori. È importante avere un progetto solido per capire quali siano state le difficoltà, ma non so dirti perché non abbiamo avuto questa cattiveria. Non siamo stati decisivi nei momenti decisivi della stagione, però non so spiegarmi il motivo».

Si è mai visto lontano dalla Juventus?  In questo rinnovo ci vedi tutta la fiducia della società nel riprogrammare il futuro su di te?

«Non mi sono mai visto lontano dalla Juve. Anche nei momenti in cui non stavo bene e dovevo fare meglio, nella mia testa c’era solo la voglia di dimostrare il giocatore e la persona che sono. Sento la fiducia della società, la percepisco, ed è una grande responsabilità. Abbiamo parlato tanto, ma tutte le scelte le fa la società. A me chiedono di essere un esempio per i compagni».

Che Juventus si aspetta, pretende il capitano in queste ultime giornate?

«A Bergamo è stata una vittoria importante. Non abbiamo avuto il pallino del gioco, ma questa è una componente che dobbiamo avere. Vincere questo tipo di partite diventa fondamentale. L’obiettivo Champions è cruciale e dobbiamo mantenere questo atteggiamento».

ORE 14:53 - TERMINA LA CONFERENZA STAMPA DI MANUEL LOCATELLI