Juve-Kolo Muani, ha senso? Caratteristiche e numeri impongono una riflessione
Randal Kolo Muani continua a essere uno dei nomi più caldi per il futuro della Juventus. Secondo Tuttosport, il francese avrebbe espresso una volontà precisa: tornare in bianconero. Un desiderio che la società starebbe prendendo seriamente in considerazione, tanto da valutare un investimento attorno ai 30 milioni di euro, anche senza legare l’operazione all’eventuale addio di Dusan Vlahovic.
L’idea, almeno sulla carta, sarebbe quella di costruire un attacco con più soluzioni, profondità e varianti tattiche. Ma qui si apre una riflessione inevitabile, quasi obbligata guardando alle recenti stagioni della Juventus e quella in cui il il francese ha vestito la maglia bianconera insieme al serbo.
Perché la possibile coppia Kolo Muani-Vlahovic, al netto delle qualità individuali, non ha realmente brillato né per produzione offensiva né per continuità di rendimento. Lampi, spunti, qualche partita convincente, ma raramente la sensazione di trovarsi davanti a un tandem capace di trascinare con regolarità una squadra con ambizioni da vertice.
Ed è proprio questo il nodo centrale. La Juventus degli ultimi anni ha mostrato con evidenza un problema strutturale: mancanza di gol, poca costanza realizzativa e difficoltà ad avere riferimenti offensivi affidabili lungo tutta la stagione. Aspetti che pesano nei momenti decisivi e che difficilmente possono essere ignorati nella costruzione della nuova squadra.
Per questo l’eventuale ritorno di Kolo Muani — soprattutto senza una vera rivoluzione nel reparto — potrebbe non bastare a fugare tutti i dubbi. La Juventus ha bisogno di ritrovare peso offensivo, numeri, garanzie. In altre parole: una certezza. Da qui la domanda che inevitabilmente aleggia attorno alla Continassa: ha senso insistere su una formula che finora non ha dato pienamente le risposte attese, oppure sarebbe più opportuno guardare altrove?
Le alternative non mancano. La strada può essere quella del profilo già affermato, un attaccante con curriculum, gol e leadership sulle spalle. Oppure quella della scommessa ragionata: un nuovo talento da plasmare, giovane ma con margini enormi, capace di rappresentare il volto del prossimo ciclo bianconero, come ad esempio Tresoldi del Bruges.
La Juventus riflette. Ma una cosa appare chiara: il prossimo centravanti — o il prossimo reparto offensivo — dovrà portare qualcosa che quest’anno (e non solo) è mancato troppo spesso. Gol, continuità e la sensazione, finalmente, di poter fare affidamento su un attacco all’altezza del nome Juventus.
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