Juve, Mateta palliativo o colpo a sorpresa? E se fosse un nuovo George Weah
La Juventus sembra ad un passo da Jean-Philippe Mateta, centravanti francese del Crystal Palace, ma l’entusiasmo non è unanime. Il giocatore, con i suoi 28 anni non è più un ragazzino e la sua carriera fin qui non ha mai acceso le sirene dei top club di Premier League o Spagna. Non stupisce quindi la perplessità dei tifosi: Mateta può davvero diventare quel bomber capace di far girare una squadra da solo? O resterà solo un palliativo, un’aggiunta utile ma non decisiva?
Come spesso accade nel calcio, età e curriculum non dicono tutto. Talvolta l’impatto di un giocatore si vede solo in un contesto diverso, con un allenatore che sa tirare fuori il meglio e un gruppo pronto a supportarlo. Molti tifosi bianconeri sperano quindi in un effetto “George Weah”: lo ricordate? Arrivato al Milan nel 1995 a 29 anni, dopo stagioni poco appariscenti al PSG (l'ultima si concluse con 34 presenze e soli 7 gol in campionato), fece letteralmente impazzire San Siro.
Non un ragazzino, eppure devastante. Diventò un Fenomeno. Mateta può essere quel tipo di sorpresa? L’esperienza suggerisce cautela, ma nel calcio a volte i miracoli si compiono dove meno te li aspetti, e la storia si ripete, anche se in altri lidi. A Torino, però sembrano convinti: Mateta non sarà un semplice comprimario. La speranza è che si riveli il nuovo uragano in attacco bianconero.
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