Juve–Spalletti avanti insieme? Le parole di Chiellini e Comolli tracciano la strada, ora manca solo l’ultimo sì
La notte dell’eliminazione contro il Galatasaray ha lasciato dentro la Juventus un misto di orgoglio e amarezza. Orgoglio per una prestazione definita da tutti eroica, amarezza per un traguardo sfumato a pochi passi dall’impresa. Ma proprio nel momento più delicato della stagione sono arrivate parole che vanno oltre il risultato e che disegnano con forza la direzione del progetto bianconero.
Giorgio Chiellini, a caldo, ha lanciato un messaggio chiarissimo: la volontà del club è quella di continuare con Luciano Spalletti. Non una frase di circostanza, ma un concetto ribadito con la serenità di chi conosce bene le dinamiche juventine. Il rinnovo, più che una questione di scelta, sembra ormai legato soltanto a tempistiche e formalità. Un segnale forte, perché arriva in un momento in cui, storicamente, la Juventus avrebbe potuto mettere tutto in discussione.
Sulla stessa linea si è mosso anche François Comolli. Nell’intervista rilasciata ieri ha ammesso che la delusione per l’uscita dalla Champions League richiederà tempo per essere assorbita, ma ha sottolineato con decisione un concetto chiave: questa Juventus ha bisogno di continuità tecnica. Basta cambi di guida continui, basta ripartenze da zero. Il lavoro di Spalletti è stato elogiato apertamente e inserito all’interno di una visione più ampia, quella di un progetto che deve crescere stagione dopo stagione.
È un cambio culturale non banale. Negli ultimi anni la Juventus ha spesso azzerato tutto alla prima difficoltà, mentre oggi il club sembra voler difendere una linea tecnica e un’identità precisa. E questo al netto del quarto posto: obiettivo minimo, certo, ma non discriminante per decidere il futuro dell’allenatore.
In questo quadro, l’unica voce rimasta volutamente più prudente è quella dello stesso Spalletti. Il tecnico ha parlato di presente, di voglia di arrivare fino in fondo alla stagione senza mollare un centimetro, senza però esporsi in maniera netta sul futuro. Non è un segnale di rottura, né un indizio di addio, ma una scelta comunicativa che non è passata inosservata.
Spalletti ha sempre ragionato per step, mettendo al centro il lavoro quotidiano, la crescita della squadra e la costruzione di un’identità riconoscibile. Ed è esattamente questo che oggi gli viene riconosciuto: una Juventus che, al di là di qualche caduta fisiologica, ha ritrovato principi di gioco, struttura tattica e soprattutto una credibilità che sembrava smarrita.
Per questo le parole di Chiellini e Comolli pesano. Perché certificano la volontà del club di non farsi condizionare dall’emotività del momento, ma di valutare il percorso nella sua totalità. E il percorso dice che la Juventus, oggi, ha una strada tracciata.
Nei prossimi giorni si capirà se anche Spalletti deciderà di uscire allo scoperto. Ma la sensazione è che tutte le componenti stiano andando nella stessa direzione: dare tempo a un progetto che ha già prodotto risultati visibili e che può riportare la Juventus stabilmente ai livelli che le competono.
Perché cambiare ancora significherebbe tornare indietro. E questa volta, dalle parole della dirigenza, sembra chiaro che nessuno abbia più voglia di farlo.
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