Juve, Vicario apre una nuova era: Perin può partire, ma c'è un superstite
La Juventus ha cambiato volto alla propria porta. L'arrivo di Guglielmo Vicario ha risolto il problema più importante, quello del titolare, ma il mercato del reparto non è ancora concluso. La società è infatti alla ricerca di un secondo portiere, mentre Mattia Perin sembra sempre più vicino all'addio e anche Michele Di Gregorio è destinato a lasciare Torino.
In mezzo a questa rivoluzione, però, c'è una certezza che resiste. Una presenza che non cambierà ruolo e che, ancora una volta, sarà lì a fare da collegamento tra la Juventus del passato e quella che sta nascendo: Carlo Pinsoglio.
Vicario primo, il secondo da trovare: Pinsoglio resta
La gerarchia della nuova porta bianconera sembra ormai abbastanza chiara. Vicario sarà il titolare, la Juventus dovrà individuare il suo vice e Pinsoglio continuerà a occupare il posto di terzo portiere.
Con la probabile partenza di Perin e quella di Di Gregorio, dunque, il reparto cambierà quasi completamente. Ma non sarà una rivoluzione totale, perché Pinsoglio continuerà a rappresentare una delle poche certezze rimaste.
Il suo ruolo, ormai, non è quello di contendersi la maglia da titolare. Il suo valore è diventato soprattutto quello di una presenza costante nello spogliatoio, una figura che conosce perfettamente l'ambiente Juventus e che da anni rappresenta un punto di riferimento per il gruppo.
Dal Latina al ritorno alla Juventus
La storia di Pinsoglio alla Juventus parte da molto lontano. Cresciuto nel settore giovanile bianconero, il portiere ha poi iniziato un lungo percorso attraverso il calcio italiano, passando per diverse esperienze in prestito.
L'ultima tappa prima del ritorno definitivo a Torino è stata il Latina, dove ha giocato nella stagione 2016-17. Nell'estate del 2017 è quindi tornato alla Juventus, entrando stabilmente nella rosa come terzo portiere.
Da quel momento il suo ruolo è rimasto sostanzialmente lo stesso, ma intorno a lui è cambiato praticamente tutto. Sono cambiati gli allenatori, i dirigenti, i compagni e le generazioni di calciatori. Pinsoglio è rimasto.
Il terzo portiere che ha visto passare la storia
È questo probabilmente l'aspetto più interessante della sua permanenza alla Juventus. Pinsoglio ha condiviso lo spogliatoio con campioni come Buffon, Chiellini, Dybala e Cristiano Ronaldo, vivendo dall'interno alcune delle epoche più importanti della storia recente bianconera.
Non è mai stato un protagonista dal punto di vista tecnico. Le sue presenze ufficiali sono state pochissime e spesso sono arrivate quando le competizioni erano già indirizzate o in occasione di partite particolari. Ma il terzo portiere, soprattutto in una società come la Juventus, può avere un'importanza che va molto oltre i minuti giocati.
Pinsoglio è diventato negli anni una sorta di leader dello spogliatoio. Non un leader tecnico, naturalmente, ma una figura capace di fare gruppo, mantenere l'energia della squadra e rappresentare una presenza familiare all'interno di un ambiente nel quale sono cambiate continuamente le gerarchie.
Una Juventus nuova, una certezza vecchia
Il paradosso della nuova Juventus è proprio questo. La società sta ridisegnando completamente la propria porta: Vicario prende il posto di Di Gregorio come titolare, un nuovo secondo portiere dovrà essere individuato e Perin potrebbe salutare Torino.
Di fatto, dei tre portieri della scorsa stagione, Pinsoglio rischia di essere l'unico a rimanere.
Eppure sarà anche quello con meno possibilità di giocare. Una contraddizione solo apparente, perché il suo compito non sarà quello di difendere la porta per cinquanta partite, ma di essere pronto quando servirà e soprattutto di continuare a svolgere quel ruolo all'interno del gruppo che ormai conosce perfettamente.
Il valore di Pinsoglio non si misura con le presenze
In un mercato nel quale si parla continuamente di titolari, riserve, acquisti e cessioni, la figura di Carlo Pinsoglio appartiene a una categoria completamente diversa.
Il suo valore non si misura con il numero di partite disputate, ma con la continuità della sua presenza. È uno dei pochi giocatori ad aver attraversato così tanti cicli della Juventus senza perdere il proprio posto nello spogliatoio.
La nuova porta bianconera avrà quindi un volto completamente diverso. Vicario dovrà prendersi la responsabilità di essere il numero uno, il nuovo secondo dovrà garantire affidabilità e Perin e Di Gregorio potrebbero fare spazio a una nuova gerarchia.
Pinsoglio, invece, sarà ancora lì.
Non per contendere la porta a Vicario, ma per continuare a rappresentare una certezza in una Juventus che, in porta e non solo, sta cambiando praticamente tutto.
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