Juventus, perché Mateo Pellegrino può essere il tassello che manca all'attacco di Spalletti

Juventus, perché Mateo Pellegrino può essere il tassello che manca all'attacco di SpallettiTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Il calciomercato della Juventus continua a ruotare attorno al nome di Randal Kolo Muani, ma la trattativa con il Paris Saint-Germain resta ancora lontana dalla fumata bianca. Le distanze tra i due club sembrano infatti più ampie di quanto filtrato nei giorni scorsi e proprio per questo la dirigenza bianconera starebbe lavorando anche su profili alternativi, non per sostituire il francese, ma per completare un reparto offensivo destinato a cambiare profondamente. In questo scenario prende sempre più quota il nome di Mateo Pellegrino, attaccante del Parma, che la Juventus avrebbe già opzionato in attesa di capire come evolveranno le altre operazioni di mercato.

Il punto, però, è proprio questo: Mateo Pellegrino non sarebbe l'alternativa a Kolo Muani. Sarebbe un giocatore complementare. La Juventus, infatti, è al lavoro per ridisegnare il reparto offensivo e, oltre alla trattativa per il francese, dovrà chiarire anche il futuro di Jonathan David e Loïs Openda. L'idea è quella di costruire un attacco con caratteristiche differenti, capace di offrire a Luciano Spalletti più soluzioni tattiche durante la stagione.

Classe 2001, ancora con ampi margini di crescita, Pellegrino ha iniziato a trovare continuità proprio nell'ultima stagione, dimostrando di poter incidere anche in una squadra che non ha costruito un elevato numero di occasioni da gol. Ma al di là dei numeri, ciò che convince maggiormente sono le sue caratteristiche. Non è ancora un centravanti raffinato nella costruzione della manovra come può esserlo Kolo Muani, ma possiede qualità che oggi nella rosa bianconera mancano quasi completamente.

La sua forza è la presenza dentro l'area di rigore. Con i suoi centimetri e la capacità di attaccare i palloni alti, Pellegrino rappresenta quel riferimento offensivo che permette di cambiare il modo di attaccare durante una partita. È il classico attaccante capace di vincere un duello aereo, di spizzare un cross, di trasformare una palla sporca in un'occasione da gol. Una soluzione che, soprattutto contro squadre chiuse e molto basse, spesso fa la differenza.

Non è un caso che proprio contro la Juventus abbia già mostrato questa qualità, decidendo la sfida del Tardini con un colpo di testa che mise in grande difficoltà la retroguardia bianconera. Un'azione che, in un certo senso, ha fotografato perfettamente il tipo di attaccante che è: dominante nel gioco aereo e difficile da contenere quando l'azione si sviluppa sulle corsie esterne.

Per questo motivo, indipendentemente dall'esito della trattativa per Kolo Muani, la Juventus farebbe bene a non lasciarsi sfuggire Pellegrino. Non sarebbe necessariamente il centravanti titolare della squadra di Luciano Spalletti, ma potrebbe diventare quell'arma tattica che è mancata troppo spesso nelle ultime stagioni. Un'opzione diversa, capace di cambiare volto alle partite quando il palleggio non basta più e serve semplicemente qualcuno che sappia trasformare un cross in un gol.

Il mercato moderno impone di avere attaccanti con caratteristiche differenti. Se Kolo Muani rappresenterebbe mobilità, tecnica e profondità, Mateo Pellegrino aggiungerebbe fisicità, gioco aereo e presenza costante in area. Due profili diversi, ma perfettamente compatibili. Ed è forse proprio questa la strada che la Juventus dovrebbe seguire per costruire un attacco finalmente completo e in grado di offrire a Spalletti più soluzioni durante una stagione che si preannuncia lunga e ricca di impegni.