La Juventus non lo perde: ecco perché Adzic può tornare più forte

La Juventus non lo perde: ecco perché Adzic può tornare più forteTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

L'ufficialità è arrivata nel tardo pomeriggio, ma il vero significato dell'operazione va ben oltre il comunicato pubblicato dalla Juventus. Vasilije Adzic giocherà la prossima stagione con la maglia del Sassuolo, una scelta che racconta molto della strategia bianconera sui giovani talenti.

Il club ha infatti definito l'operazione mantenendo il controllo sul futuro del centrocampista montenegrino. Un dettaglio che, al di là della formula ormai nota, conferma come la Juventus continui a credere nelle qualità di un ragazzo arrivato a Torino appena due estati fa come uno dei prospetti più interessanti del calcio europeo.

Il percorso di Adzic in bianconero è stato quello tipico di un talento che ha bruciato le tappe. Dopo il suo arrivo nell'estate del 2024, Thiago Motta lo ha lanciato molto presto in prima squadra, concedendogli spazio anche in Champions League. Parallelamente ha trovato continuità con la Next Gen, iniziando ad assaggiare il calcio professionistico italiano senza rinunciare alle opportunità con i grandi.

La stagione successiva gli ha regalato anche uno dei momenti più belli della sua giovane carriera: il gol realizzato contro l'Inter, una conclusione straordinaria dalla distanza che sembrava poter rappresentare l'inizio della sua definitiva consacrazione. Da quel momento, però, il percorso non è stato così lineare.

Con Igor Tudor prima e con Luciano Spalletti poi, Adzic ha trovato spazio senza però riuscire a imporsi con continuità. In questo precampionato il tecnico bianconero lo ha provato soprattutto nel ruolo di trequartista centrale, alternandolo spesso a Fabio Miretti nel nuovo 4-2-3-1. Le qualità tecniche sono sempre emerse, ma la concorrenza e la giovane età non gli hanno ancora permesso di conquistare un posto stabile nelle gerarchie.

Ed è proprio qui che nasce la scelta del Sassuolo. Non come una bocciatura, ma come una tappa del percorso di crescita. Con il rientro dei nazionali e gli innesti offensivi che stanno completando la rosa bianconera, il rischio era quello di vivere un'altra stagione con un minutaggio limitato. Per un classe 2006, invece, la priorità è giocare.

Il contesto neroverde sembra offrire tutte le condizioni ideali. Il Sassuolo è una società che da anni costruisce il proprio progetto sulla valorizzazione dei giovani e, soprattutto, sarà guidato da Alberto Aquilani. L'allenatore ha dimostrato nella passata stagione di saper lavorare molto bene con i talenti emergenti, accompagnando la crescita di Mattia Liberali, protagonista di un'annata che gli è poi valsa il trasferimento al Como. Un precedente che lascia immaginare come anche Adzic possa trovare l'ambiente giusto per completare il proprio percorso.

È probabilmente questo il vero motivo per cui la Juventus ha scelto una formula che le consente di mantenere il controllo sul futuro del giocatore. Il messaggio è chiaro: il club non sta rinunciando a uno dei suoi prospetti più interessanti, ma sta cercando il contesto migliore affinché possa crescere con continuità, accumulare esperienza e assumersi responsabilità che oggi, in una squadra costruita per tornare a vincere subito, sarebbe difficile garantirgli.

Nel calcio moderno non tutti i prestiti hanno lo stesso significato. Alcuni rappresentano un punto di arrivo, altri soltanto una tappa. Quello di Adzic sembra appartenere decisamente alla seconda categoria. La Juventus continua a credere nelle sue qualità e la struttura dell'operazione lo dimostra chiaramente. Adesso toccherà al talento montenegrino sfruttare questa occasione, crescere in una realtà che storicamente valorizza i giovani e provare, un giorno, a tornare a Torino con un bagaglio di esperienza sufficiente per diventare finalmente protagonista anche in bianconero.