Juve, adesso serve vendere per completare il mercato. La porta resta un rebus...
Le prime mosse in entrata della Juventus hanno convinto. Parola d'ordine restare con i piedi per terra, visto che c'e ancora molto da fare, ma si tratta di acquisti mirati, Kolo Muani su tutti, con la bellissima sorpresa di Alajbegovic strappato ad una forte concorrenza. Tuttavia, guardando i conti, la realtà presenta già il conto: sul piatto ci sono già quasi 100 milioni di euro investiti. Un grande sforzo che adesso impone una frenata sul fronte degli acquisti e un'accelerazione decisa su quello delle uscite. Per mantenere l'equilibrio finanziario serve fare cassa, anche sacrificando pezzi pregiati.
In questo scenario, i riflettori sono tutti puntati su Francisco Conceição: è lui l'unico elemento della rosa a godere di offerte reali, pesanti e concrete dal mercato estero. Davanti a cifre importanti, la Juventus non può fare troppi calcoli. Se la sua cessione serve a finanziare il resto del mercato e a equilibrare i conti, allora il portoghese deve partire. Naturalmente sarebbe un sacrificio vero e proprio del quale faremmo tutti volentieri a meno. Con tutta la lista di giocatori che non servono alla Juve....ma che evidentemente non servono neppure agli altri...
Molto più spinoso e irritante è il caso legato a Nico González. Le certezze sul suo malumore e sulla presunta volontà di non rimettere piede a Torino non possono essere tollerate. Chi indossa la maglia della Juventus deve considerarlo il punto più alto della propria carriera, non un peso. In più l'argentino è stato pagato a peso d'oro dall'allora direttore Giuntoli. La linea della società deve essere netta: Nico González non vuole tornare? Che porti subito una squadra disposta a pagare fino all'ultimo centesimo il valore del suo cartellino e se ne vada. Alla Continassa serve gente motivata e convinta di questi colori. Chi ha la testa altrove o manifesta mal di pancia rappresenta solo una presenza non gradita
C'è poi una questione tecnica urgente da risolvere, ed è quella che riguarda la porta. Michele Di Gregorio è un discreto portiere, ma la maglia della Juventus pesa in modo diverso. Al momento, affidargli le chiavi della porta da titolare fisso rischia di essere un azzardo eccessivo per una squadra che punta a fare meglio della passata stagione è che è reduce da anni di delusioni.La dirigenza deve accelerare i tempi per trovare un profilo di spessore che possa garantire massima sicurezza. Anche alla luce delle tante dichiarazioni della dirigenza e dello stesso Spalletti che hanno lanciato messaggi chiarissimi sia al giocatore che al suo procuratore. Fu lui a dirci che il nome di Di Gregorio era nelle liste dei top club d'Europa. Non abbiamo dubbi e ci crediamo, bene, adesso porti le offerte per il bene suo e del suo assistito.
Su un tema comunque voglio tornare, sperando di non essere smentito: sul campo e sul bilancio c'è ancora da lavorare ma la vera ottima notizia arriva dietro la scrivania. Dopo anni bui a livello gestionale, caratterizzati da scelte confuse e assenza di una linea strategica chiara, finalmente si vede la luce.L'accoppiata formata da Giovanni Carnevali e Frederic Massara sta portando competenza, serietà e una visione a lungo termine che a alla Continassa mancava da troppo tempo. La ricostruzione passa prima di tutto da una dirigenza forte. La strada è quella giusta, ora va completata l'opera sul mercato
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