Juventus U19, Elimoghale: "Voglio arrivare in Prima Squadra. I miei modelli? Neymar e Yildiz, ma Leao..."

Juventus U19, Elimoghale: "Voglio arrivare in Prima Squadra. I miei modelli? Neymar e Yildiz, ma Leao..."TUTTOmercatoWEB.com
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di Fabiola Graziano

In un'intervista esclusiva concessa a Tuttosport, Destiny Elimoghale, gioiellino della Juventus U19, ha raccontato il cammino dell'Italia U19 agli Europei di categoria e ha svelato le sue ambizioni future. Queste le parole di Elimoghale:

"L'Europeo U19? Abbiamo tanta voglia di dimostrare il nostro valore. Contro la Croazia ci sono state alcune occasioni per vincere la partita, ma non le abbiamo sfruttate al meglio. Cosa ci è mancato? nCredo un po’ di cattiveria in area di rigore. Loro hanno fatto tanto possesso palla, cercando poco la profondità. Noi abbiamo aspettato, senza però pressare quando c’è stata la possibilità di farlo.

I miei obiettivi? Un giorno voglio arrivare a giocare con la prima squadra della Juventus.

I miei primi passi nel mondo del calcio? Gioco alla Juve da quando avevo sette anni, ma ho cominciato nel Rebaudengo, società di Torino, città dove sono nato e cresciuto con la mia famiglia.

Il modello a cui mi ispiro? Ho sempre ammirato Neymar prime, soprattutto ai tempi del Santos. Mi dicono che io somigli a Rafa Leao del Milan e che abbia le sue movenze. Nella Juve? Mi ispiro molto a Kenan Yildiz, ma non ho ancora avuto il piacere di conoscerlo.

Padoin? Ho un bellissimo rapporto con lui, con il mister ci sentiamo spesso. Padoin mi chiede più concretezza sotto porta. Sono molto critico e ascolto sempre con attenzione i consigli dei miei allenatori.

Come sono fuori dal campo? Come uno a cui non piace stare al centro dell’attenzione. Sono un ragazzo tranquillo. Sto sempre nel mio, tutto sommato, però sono socievole e amo quindi conoscere gente nuova.

La partita della crescita? Penso la finale di Coppa Italia contro l’Atalanta (persa ai rigori ad aprile dai bianconeri, match nel quale Elimoghale è entrato nella ripresa segnando uno dei penalty finali, ndr). In quella gara ho capito che il minutaggio non è importante. L’importante è entrare in campo, una volta chiamati a farlo, con grande determinazione e con la giusta cattiveria per fare la differenza".