Di Gregorio si dissocia dal suo agente, ma non basta per restare alla Juve
Se prima Di Gregorio aveva una minima speranza di restare alla Juve, ora certamente l'addio è pressochè scontato. La parola fine (al momento virtuale) al rapporto dell'ex Monza con la Signora, l'ha indirettamente messa il suo agente Carlo Alberto Belloni, con quell'attacco talmente feroce da apparire sulle prime pagine dei giornali sportivi e non. Mai nessuno si era permesso un affondo simile nei confronti della Juve. Il missile comunicativo era indirizzato alla società per la discontinuità tecnica e dirigenziale. Senza nominarlo, frecciata a Comolli (quando parla di dirigenza francese) per aver speso 130 milioni per tre attaccanti “impresentabili”. Quindi un colpo anche a questi giocatori. In buona sostanza Belloni ha detto che il fallimento va ricercato altrove. Comprensibile la difesa del calciatore di cui gestisce gli affari, ma per la mancata qualificazione dei bianconeri alla Champions, anche Di Gregorio ha le sue responsabilità. Pesanti, anzi decisive, basterebbe ricordare qualche gol preso sempre allo stesso modo, sul suo palo, spesso al primo tiro dell'avversario, a volte unico. Per non parlare dei toni inammissibili con cui si è espresso.
Il portiere della Juve, attraverso i suoi social, si è dissociato da Belloni: "Anche se si tratta del mio procuratore, con cui ho un grandissimo rapporto e collaboro sin dall'inzio della mia carriera, prendo le distanze per quanto detto sui miei compagni che stimo tantissimo". Sottolineando la sua professionalità, Di Gregorio ha poi detto che onorerà la maglia fino a quando sarà un giocatore della Juve. L'impressione è che la prossima stagione non la indosserà, ha dimostrato di non essere all'altezza. Magari darebbe il meglio in un ambiente dove c'è meno pressione. Belloni ha rivendicato i tre anni di contratto del suo assistito. In caso di cessione, solo a società gradite graditi al giocatore. Presunzione? Assolutamente no secondo lui. DiGre è quarto tra i migliori portieri nell'ultimo campionato, davanti anche a Milinkovic Savic e Sommer. L'agente fa riferimento alla classifica stilata in base ai dati Sofascore. Gli stessi di cui si serviva la “dirigenza francese”, ferocemente attaccata dallo stesso procuratore. Che ha mancato di rispetto alla Juve, con dichiarazioni gravi, non da professionista chiamato a trattare con un grande club.
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