Le contropagelle di Juventus-Bologna, a cura di Marco Edoardo Sanfelici

Le contropagelle di Juventus-Bologna, a cura di Marco Edoardo SanfeliciTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:10Primo piano
di Claudia Santarelli
SIAMO SULLA STRADA PER DIVENTARE UNA SQUADRA. JUVENTUS -- BOLOGNA 2 a 0

DI GREGORIO  6  Voto obbligatorio, data la poca operatività, ma non è colpa sua. Semmai la colpa è da dividere tra la linea di difesa e il pronto intervento dei primi centrocampisti. Nulla potrebbe fare sul sinistro di Rowe che si stampa sul palo, ma anche l’atteggiamento degli dei è divenuto bonario.

KALULU  6,5  Pronti via, realizza un traversone che merita la deviazione in porta. David se ne accorge ed esegue. Non c’è trippa per i gatti per i felsinei, anzi se chiedo chi è il dirimpettaio di Pierre, non lo sa nessuno. La cronaca suggerisce il nome di Cambiaghi: chi l’ha visto?

BREMER  6,5  Sta poco per volta riprendendo una condizione fisica accettabile e Castro subisce. Il rossoblù é un furetto insidioso assai, ma solo nelle giornate in cui non lo marca Bremer. Perchè se no… “Hic sunt leones”

KELLY  6,5  Accusa un mezzo guaio fisico e Gatti si riscalda. Ci vuole altro per mettere Lloyd K.O. ed infatti si sciroppa tutta la gara, imponendo il “fare” gattesco agli avversari che lo pressano e rilancia da par suo. E pensare che taluni professoroni lo hanno etichettato come “braccia rubate all’agricoltura”

HOLM  6,5  C’è la traversa della porta sotto la curva nord che ancora traballa. E’ un fior di atleta dalla presenza bella e stilosa. Peccato che la fragilità muscolare lo costringa al secondo infortunio da quando è arrivato a Torino e questo non depone a suo favore in sede di riscatto. Ma avercene… (THURAM  6,5  Entra ad inizio 2° tempo sotto le raffiche di incitamento del mister. Saranno forse queste che lo svegliano? Mai dire mai, comunque sia alla prima palla in area telecomandata da Mc Kennie, si fa trovare pronto e il raddoppio è cosa fatta. Chissà che capisca che un ragazzo come lui deve “bruciare l’erba” a prescindere!)

LOCATELLI  7  Sbaglia una sola palla verso la fine della gara. Si prende un giallo per voler contendere un pallone a Lucumi anche dentro l’area bolognese. Della serie: non ti concedo niente. E’ il guardiano del faro. Anzi no, è il faro stesso. Dopo tutta la settimana a guardare partite in Italia ed all’estero, posso affermare che un distributore di gioco proprio e recuperatore di gioco altrui come Manuel, in gior non ce n’é. Grande capitano e grande juventino.

McKENNIE  7 In assenza di Thuram dall’inizio, il mister risistema l’assetto della squadra e non gli viene nemmeno per l’anticamera del cervello di far giocare Koop. Scherziamo? In mezzo ci va Weston, punto. Come andrebbe in ogni altra parte del campo a sostituire chicchessia. Il risultato? Che Italiano trascorre la serata a cercare di capire che cosa escogitare, senza mai arrivare a comprenderlo: nemmeno a partita terminata. McKennie è di valore europeo, anzi mondiale e ce l’abbiamo noi.

CAMBIASO  6,5  Partita di spessore, combattente da prima linea, annichiliti coloro che gli attraversano la strada. Poi, sulla zona di sinistra bassa, ad un tratto del 2° tempo, verso il quarto d’ora finale, il ragazzo di produce nel tentativo di slalomizzare tra 3 avversari, perdendo palla. A poco serve recuperarla con veemenza: il mister lo battezza fuori. Così impara a commettere l’ennesima “cambiasata”. (GATTI  S.V.  Sembra dover entrare al posto di Kelly, ma l’inglese regge. Entra per evitare i soliti “voli pindarici” targati Cambiaso. Gestisce il controllo della gara)

CONCEICAO  7  Padrone della fascia destra. Da un corner battuto su Kalulu in avanzamento nasce il vantaggio dopo un lasso di tempo della durata di un battito d’ali di farfalla. Ara la sua fascia con una pericolosità tale da tenere la difesa del Bologna bloccata ben al di là del necessario. Segna pure dopo una volata micidiale, ma il V.A.R. evidenzia un fuorigioco minimo. Riprova la stessa azione, ma stavolta Ravaglia devia e non sa neppure come. Copre e riparte, come piace al mister (ZHEGROVA  5  Dal punto di vista tecnico è il più forte di tutti. Ma tutto il resto è da velo pietoso. Non ha la benché minima capacità di lettura tattica e la prova sta nelle 2 palle tirate colpevolmente contro i difendenti emiliani e nella seconda dando il la ad un’azione di rilancio pericolosa. Ecco perché non gioca: fa più danni che giocate. Non copre, lo devono schermare. Tipico giocatore di cui  si innamorano i cultori del “bel gioco”, quello praticato al...circo)

BOGA  6,5  Riscatto immediato e senza ripensamenti. Boga gioca al livello di far dimenticare l’assenza di un certo Kenan il turchino. Mai una giocata banale o fine a se stessa. Parte in corsa con progressione e sempre in vantaggio rispetto al difensore. Gioca motivato ed è una grande cosa. (OPENDA  S.V. Entra per far tributare l’applauso dello stadio intero a Boga. )

DAVID  6,5  Tanto tuonò che piovve, dice il proverbio. Bastano 2 minuti per vedere che sa anche realizzare giocando nella Juve e non solo nella nazionale canadese. Una palla sontuosa di Kalulu, che giunge all’altezza della testa del Jonathan e palla in porta. Lo confermiamo, allora? Beh, come terza o quarta punta, forse, ma a patto che prima di lui ce ne siano almeno 2 di un altro livello. Comunque, sblocca una partita che col passare dei minuti potrebbe complicarsi, diamogliene atto. (YILDIZ  S.V.  Un quarto d’ora per non perdere il campo, fatto di veroniche, finte, controfinte e poco altro. Il ginocchio non sollecitato ringrazia.)

SPALLETTI   7  A marzo, un mese fa, chi avrebbe detto che ora saremmo a + 5 dal Como e dalla Roma, a – 3 da Milan e Napoli e con la segreta convinzione di andare ad attaccare anche posti di classifica impensati? Tutto ciò ha una sola firma di merito: Lucianone Spallettone. Se nella partita decisiva per prendere un vantaggio consistente, di fronte a risultati a noi favorevoli delle avversarie, sceglie di fare a meno di giocatori essenziali come Thuram e Yildiz, perché in condizioni non ottimali, convinto di poter contare su tutti i ragazzi a disposizione, magari non allo stesso livello tecnico, ma in una situazione fisica migliore, allora significa che Luciano ha in mano la squadra come un pescatore che sceglie con cura la “pastura” per i pesci. E se decide di poter fare a meno di un determinato componente, per esso è l’oblio: vedere Koopmeiners. La Juventus che arriva alla fase finale della stagione è una creatura di Spalletti, fatta e finita. Ci sono limiti strutturali e di valore di qualche singolo, ma non incide sulla resa totale. Si punta in alto, forse per la prima volta dopo giorni bui e anni amari. Giungere secondi sarebbe un grande risultato e poco ci calerebbe se i “secondi sono i primi dei perdenti”. La maniera in cui la Juve ci arriverebbe, avrebbe del miracoloso e sarebbe un avviso alla concorrenza che dalla prossima stagione “la ricreazione è finita”. Comunque sia, c’è ancora tanto da fare e da conseguire, a partire dal Meazza domenica prossima, ma la consapevolezza del gruppo è massima. Finalmente abbiamo una squadra.

                                             Marco Edoardo SANFELICI