Le Contropagelle di Juventus-Genoa, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
PINSOGLIO 9 Migliore dentro l’Allianz Stadium! Abbraccia cento volte Di Gregorio, spingendolo letteralmente in campo; lo asssiste col tifo sfrenato di cui solo Carlìn è capace; si produce in una corsa a razzo per cacciare nelle mani del “giallobarbuto” il suggerimento della parte da battezzare sul tiro di rigore e ci azzecca in pieno. Ha appena rinnovato con la società, ma meriterebbe il raddoppio degli anni del contratto.
PERIN S.V. Parate zero, respinte zero, interventi zero, ma il polpaccio si infiamma. Sostituito precauzionalmente. (DI GREGORIO 8 Oramai “portiere di riserva”, entra sul doppio vantaggio, consapevole di non dover salvare la “patria”. Ma come sempre, il destino dispone a modo proprio ed ecco un intervento in ritardo di Gleison e palla sul dischetto. Martin piazza alla destra e Di Gre respinge. Nel proseguo della mischia Martin tira di nuovo a colpo sicuro e qui “barbacastana” compie la parata più bella dell’intera stagione. La speranza è salva. Il colpo di testa di Masini poco più in là del tempo, è pura amministrazione ordinaria.)
KALULU 6,5 A destra non si passa ed anche verso la fine, quando il debito d’ossigeno complessivo ha le proporzione di quello “pubblico”, Pierre porta palla in territori tranquilli. La giocata migliore? La finta di tirare la punizione che Locatelli scodella in mezzo per Thuram e seguente svirgolata di McKennie.
BREMER 6 Dopo 4 minuti, su imbeccata di Kelly, porta la Juve in vantaggio, in un’azione d’attacco firmata dai centrali. Poi, 45 minuti di annullamento alla maniera dei bombardamenti su Coventry dell’unica punta genoana, tal Colombo assolutamente...pasquale. Peccato che le gare durino 90 minuti e che verso il 70° si accenda la lucina della riserva. Martin lo uccella, costringendolo all’atterramento che decreta il rigore e poi Gleison tira fino alla fine con sofferenze inenarrabili, in mezzo a punte più mobili e fresche. Ma regge.
KELLY 6 Assistman nella rete di Bremer. Tanti palloni, una quantità industriale da perdere il conto, giocati con il fiato di Spalletti sul collo. Non fa guasti e non produce miracoli, ma la concretezza ce la mette tutta e quanto serve…
CAMBIASO 6,5 Gattuso lo tratta male assai in nazionale e lui reagisce disputando una gara di livello, concreto e mai sfarfallando. Sostiene Pereira...anzi no, sostiene Yildiz. Dialoga, propone triangolazioni, si sacrifica in copertura. Sta riprendendo lucidità, valore prezioso per il finale di stagione. (HOLM S.V. Pochi minuti per rispondere: “presente”)
LOCATELLI 7 Gattuso dice che è un peccato farlo giocare dietro. E si capisce perché ci vedremo il Mondiale dalla poltrona, mentre lui Rino è dimissionario e Gravina che lo ha scelto, pure. Nel mentre, il mister, ex C.T., piazza Manuel dietro e ottiene la quadratura del cerchio tattico, come da tempo immemore. E le azioni juventine sfiorano talvolta la perfezione, come sul raddoppio e non solo. Verso la fine, in pieno marasma di rimonta degli avversari, Locatelli serve in appoggio un pallone a Thuram, non più lungo di 30 centimetri, ma con uno sviluppo in campo aperto: a casa mia si chiama “classe”. Così è…
THURAM 6,5 Ritorna a correre con un senso, quello che sembrava avesse smarrito. Ogni volta che parte palla al piede in posizione centrale, dà l‘impressione di creare qualcosa di molto pericoloso. Le sue prestazioni sono altri punti fermi su cui contare. Assist per l’americanino che si mangia la terza rete.
CONCEICAO 6,5 Assist a McKennie per il raddoppio, dopo un’azione in velocità come da troppo tempo ci eravamo dimenticati. Tambureggia sulla destra a perdifiato costringendo la linea difensiva ligure a restare bassa, rinunciando alle sortite. Si vince anche per questo. (MIRETTI S.V. Non me la sento di doverlo randellare, almeno stavolta e quindi lo perdono)
McKENNIE 6,5 Croce e delizia della serata. Raddoppia su servizio al bacio di Chico, ma alla fine del tempo si divora il terzo goal, esattamente come David nella partita di andata. Arriva un attimo in ritardo, quel tanto che basta, per gettare alle ortiche l’assist di Kephren dopo 3 minuti dall’inizio della ripresa. Si fa ammonire per un fallo evitabile e salterà la trasferta di Bergamo, tegola che non ci voleva. Che dire? Tanta generosità mal gestita.
YILDIZ 6 Gioca al di sopra della sufficienza fino al 60°, poi cala piano piano, come la gomma forata da un chiodo. Si vede che il Genoa sulla sinistra della difesa bianconera ha facilità di inserimenti. Kenan e Cambiaso vanno in cerca delle ultime gocce di benzina, ma il motore gira a tre. In settimana Yildiz ha portato la Turchia ai Mondiali, ma il dispendio di energie è impietoso. (BOGA 6 Un’unica sgroppata, ma di una potenza e durata da applausi a scena aperta)
DAVID 6 Non demerita, partecipa alla manovra con continuità, come sua natura. Centra il palo su un’azione ad inizio ripresa in cui dimostra di avere anche un’insperata rapidità di esecuzione: insieme dimostra la netta sfortuna che lo perseguita. (MILIK 6 Deve entrare Dusan , ma il polpaccio, anche a lui, fa uno scherzo da...prete in riscaldamento. Arkadiusz fa reparto da solo e quando alza la testa e vede Bijlow fuori dai pali, fa partire dal cerchio di centrocampo un missile indirizzato all’incrocio. L’estremo difensore rossoblù devia in affanno in corner. Se fosse stato goal, sarebbe crollato lo stadio con danni inestimabili alla struttura e pronta denuncia di acciaio scadente da parte di qualche magistrato granata. Meglio così, ma che peccato…)
SPALLETTI 6,5 Incassa l’investitura a “juventino vero” da parte della curva sud, quella juventina per antonomasia. Muove le pedine con il buon senso che contraddistingue i “vincenti”. Perciò presenta David al centro dell’attacco e non si fa condizionare da eventuali suggerimenti che possono giungere dagli esiti delle qualificazioni della settimana. Ha le idee chiare circa l’utilizzo dei suoi ragazzi e non si discosta di un millimetro. L’approccio è fulminante e bastano 15 minuti per condurre 2 a 0. Devo però fare i conti con alcuni limiti tecnici che si insinuano nella truppa, altrimenti al 60° condurrebbe 5 a 0. Trovandosi nella necessità di dover tamponare un tentativo di ritorno genoano, si affida agli scudieri fidati, tipo Locatelli, Kalulu e McKennie e chiede agli altri di buttare il cuore oltre l’ostacolo. Subisce la freschezza di Baldanzi, che quando vede Juventus si esalta, ma ne limita gli effetti. Rimonta 2 punti di pura sopravvivenza al Como e si appresta ad una volata lunga 7 giornate. Si può guardare avanti, senza dimenticare le troppe occasioni perdute, ma per lo meno non facendosi condizionare. Siamo sempre padroni del nostro destino… Como crollando.
Marco Edoardo SANFELICI
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