Una vittoria che serviva. Si può fare meglio ma non perdiamo contatto con la realtà.
Questa volta vado leggermente controcorrente: non mi è affatto dispiaciuta la Juve che ha superato il Genoa e non mi è dispiaciuta complessivamente nell’arco della partita. Certo, ci sono stati quei venti minuti pericolosi, quelli che hanno portato al rigore parato da Di Gregorio e allo sbandamento successivo, ma metto in conto la stanchezza, le nazionali e un calo che poteva essere messo in preventivo. Poi certo hanno ragione i tifosi che vorrebbero vedere una squadra sul pezzo per 90 minuti e ha ragione Spalletti quando parla di un secondo tempo che andava gestito meglio, ma non dimentico che l’approccio dei bianconeri alla seconda frazione aveva prodotto due enormi occasioni da gol. Insomma per una volta mi sento di essere un pochino più indulgente mettendo sul piatto il fatto che doversi dei nostri giocatori erano reduci dalle nazionali e con stati d’animo diversi. In più aggiungo un turno che alla fine si è rivelato decisamente favorevole con le sconfitte di Roma e Milan e il pareggio di un Como che a Udine ha messo in mostra forse il suo vestito peggiore.
Abbiamo dunque recuperato il passo falso con il Sassuolo rientrando pienamente in corsa per un obiettivo che resta meramente economico ma che diventa fondamentale per tornare a disegnare e progettare una Juve vincente. Perché a questa squadra a questo gruppo mancano i campioni che sanno gestire, vincere e magari congelare la partita. Mancano i trascinatori e i leader, detto che il gruppo ha dato un segnale meraviglioso nell’abbraccio collettivo a Michele Di Gregorio dopo il rigore parato e il mezzo miracolo sulla successiva ribattuta. Ma per tornare a sognare va aggiunta qualità, e lo si può fare con investimenti, soldi e programmazione. Ottolini nel pre partita ha parlato di un rapporto con Spalletti che andrà avanti, tassello primo e importante per veleggiare verso una squadra competitiva e ambiziosa.
Poi ci saranno le scelte di mercato, ma adesso la concentrazione deve essere massima per queste sette partite che restano, e attenzione perché guardando al calendario il prossimo turno con la Juve a Bergamo e il Como in casa con L’Inter potrebbe raccontare qualcosa di interessante
Allarma invece l’infortunio di Vlahovic. Mentre Milik sembra in crescita, il serbo è costretto a fermarsi nuovamente dopo una settimana di lavoro più intensa. Un brutto segnale per un ragazzo che faticosamente stava recuperando dopo il grave infortunio di fine novembre. Per Dusan si prospetta un nuovo stop che deve far riflettere anche in ottica futura. Si al rinnovo ma con la garanzia di acquistare anche un attaccante di livello che possa lenire le eventuali assenze o scadimenti di forma di Vlahovic. L’esperienza insegna. Ecco quanto vissuto in questa stagione non deve passare inosservato. Ma adesso tutti sul pezzo: ci aspettano sette lunghe settimane
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

