Manninger: "Buffon mi stupiva per la sua tranquillità. Del Piero? Un cecchino"
In un'intervista esclusiva concessa a La Gazzetta dello Sport, l'ex portiere bianconero Alex Manninger ha ricordato la sua carriera alla Juventus:
"Fare il falegname mi ha insegnato l’importanza del sudore e dei sacrifici. Sia Conte che Klopp, nel tempo, hanno apprezzato questo aspetto. Mi dicevano che ero fondamentale per trasmettere ai più giovani l’attitudine al lavoro.
Oggi sono felice. Il calcio di oggi è solo moda e business, io invece non ho nemmeno Instagram e vivo nella mia pace e nella semplicità – aggiunge -. Oggi negli spogliatoi si pensa più ai capelli e ai post da fare che a lavorare sodo.
La Fiorentina? Nel 2001 era sull’orlo del fallimento e per diversi mesi non abbiamo preso lo stipendio. Mancini (l'allenatore della viola, ndr) ci diceva che non sapeva se ci fossimo allenati il giorno dopo. Potevamo fallire da un momento all’altro.
Buffon? A fine allenamento mi teneva le ore e non mi ha mai fatto pesare la sua grandezza. Mi stupivo per la tranquillità che aveva.
Conte? Antonio mi colpì già dal ritiro. Mi prese da parte e mi disse che apprezzava il mio modo di lavorare e che voleva già prendermi quando era a Siena. Ricordo che all’inizio era l’unico a credere nella vittoria dello scudetto.
Del Piero? Un cecchino, soprattutto sui rigori. Nelle sfide in allenamento vinceva quasi sempre lui".
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