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Moggi risponde a Giraudo su RBN: "Ho sempre difeso la Juve da solo. Non accetto i suoi attacchi"

Moggi risponde a Giraudo su RBN: "Ho sempre difeso la Juve da solo. Non accetto i suoi attacchi"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 14:39Primo piano
di Francesco Tringali

Luciano Moggi è intervenuto a Radio Bianconera, durante Cose di Calcio, con il direttore Antonio Paolino, per commentare le parole di Antonio Giraudo a La Stampa su Calciopoli: "Una gogna mediatica senza precedenti - ha detto Giraudo -, figlia dell’invidia di chi non ci ha battuto sul campo, ma la vera conseguenza è stata quella di affossare il calcio italiano". Uno scandalo, quello di Calciopoli, che, secondo lui, non sarebbe mai scoppiato se ci fosse stato l'avvocato Gianni Agnelli: "Non sarebbe successo nulla di quello che è successo. Ci hanno seguiti, intercettati e spiati privatamente. Non si sarebbero mai permessi nemmeno di immaginare certe cose con Gianni e Umberto Agnelli".

Questo invece il commento di Luciano Moggi: "Sono d'accordo sul modo di portare avanti la Juventus e dell'invidia che ha portato la Juventus a Calciopoli. Non ho capito però alcune cose dichiarate: quando si parla del non rispetto nei confronti di chi lavorara con me. Non è mai venuta fuori questa storia dei nostri dissapori, eravamo delle persone dirette e dovevamo dirlo in quel momento lì se qualcosa non andava e non adesso. Io non mi prendo dei meriti, ho sempre detto che lavoravamo all'unisono, nello spogliatoio di Reggio Calabria con Paparesta c'era anche Giraudo. Quando andammo a firmare con Capello c'era anche Giraudo, ho sempre rispettato tutti. Nessuno mi può tacciare di mancanza di rispetto. Ho sempre detto che poteva fare il presidente della Federazione ma l'ho detto perchè l'ho visto lavorare e non era la fraterna amicizia a farmi parlare ma era la verità. Fino al 2006 che c'eravamo noi il campionato italiano era il più bello del mondo, abbiamo vinto il Mondiale e i giocatori che erano in Nazionale erano al 60% della Juventus, il lavoro andava bene e l'amicizia era cementata non dai risultati ma da una bella collaborazione. Un'altra cosa che non mi è piaciuta è quando dice che Boniperti non voleva Moggi, ma in realtà Boniperti già non c'era più e poi non voleva né Moggi né Giraudo, tifoso torinista sfegatato. Ci hanno contestato all'inizio prima di capire che in mani nostre la Juve era al sicuro. Quado leggo della mia presunta comunicazione vanitosa, dico che io non ho mai detto che ero il migliore, mi hanno fatto diventare i tifosi più bravo di quello che sono. Ho sempre pensato al 'noi' e non all'io. Forse qualcuno ci ha voluto mettere lo zampino per mettersi in mezzo a noi. Ho sempre detto che la persona più brava fosse Giraudo, era lui a capo della nostra triade. Non accetto certe dichiarazioni, lo ringrazio per quello che ha fatto, ma parla nel momento in cui si opera non prima, doveva dirlo prima che certe cose non gli stessero bene. Mi dispiace essere frainteso perché l'ho sempre ritenuto un amico e un fratello. Sono sempre stato l'unico a difendere la Juventus e lui spesso non mi ha aiutato durante il processo".