Nuova stagione, vecchie certezze: l'ago della bilancia della Juve è ancora McKennie

Nuova stagione, vecchie certezze: l'ago della bilancia della Juve è ancora McKennieTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Una nuova stagione sta per cominciare, ma nella Juventus di Spalletti potrebbe esserci una vecchia certezza pronta a tornare al centro del progetto. Si chiama Weston McKennie e, ancora una volta, rischia di essere uno di quei giocatori difficili da inquadrare in una sola posizione ma proprio per questo fondamentali nell'economia della squadra.

Domenica contro il Frosinone comincerà ufficialmente una nuova stagione e le indicazioni arrivate dal precampionato hanno già delineato alcune delle idee di Spalletti. Tra queste c'è la volontà di affidarsi a un centrocampo a due, con Douglas Luiz e Locatelli, e un giocatore più avanzato alle loro spalle. Ed è proprio in questa struttura che McKennie può diventare l'ago della bilancia.

McKennie, il giocatore che cambia la Juventus

Quando è rientrato nella preparazione, McKennie è stato immediatamente reinserito nelle gerarchie di Spalletti. Il tecnico lo ha utilizzato soprattutto in posizione più avanzata, da trequartista e incursore, sfruttandone una caratteristica che alla Juventus conoscono ormai molto bene: la capacità di adattarsi alle esigenze della partita.

Non è necessariamente il giocatore più tecnico della rosa e probabilmente non è nemmeno quello che può illuminare maggiormente la manovra negli ultimi venti metri. Ma McKennie possiede qualcosa che in questa Juventus può avere un valore enorme: fisicità, corsa, capacità di inserirsi e soprattutto la possibilità di occupare più zone del campo.

È proprio questo che lo rende diverso dagli altri giocatori provati inizialmente da Spalletti nel ruolo di trequartista. Prima del suo rientro erano state sperimentate diverse soluzioni, tra cui Miretti e altri profili più tecnici. Con McKennie, invece, la Juventus guadagna un giocatore che può partire alto ma che, all'occorrenza, può abbassarsi e trasformare completamente la struttura della squadra.

Douglas Luiz, la qualità da proteggere

Il discorso diventa ancora più interessante quando si guarda alla situazione di Douglas Luiz.

Spalletti ha fatto capire chiaramente di voler puntare sul brasiliano. In fase di possesso, le sue qualità sono evidenti: sa leggere il gioco, sa trovare la giocata verticale, ha la capacità di imbucare il pallone con i tempi e i giri giusti e di mettere i compagni nelle condizioni di attaccare la profondità.

Lo si è visto anche durante il precampionato, quando proprio una sua giocata ha permesso a Conceição di presentarsi davanti al portiere. È il tipo di qualità che la Juventus non può permettersi di perdere.

Il problema è l'altra faccia della medaglia. In fase di non possesso, Douglas Luiz non ha sempre dimostrato di poter garantire la stessa efficacia. Non è un giocatore che naturalmente copre enormi porzioni di campo e, se lasciato troppo esposto, può creare qualche problema all'equilibrio della squadra.

Ed è qui che entra in gioco McKennie.

L'ago della bilancia: da trequartista a mediano in pochi minuti

Immaginiamo una partita nella quale la Juventus parte con Douglas Luiz e Locatelli davanti alla difesa e McKennie più avanzato. Se il centrocampo a due funziona, Spalletti può mantenere questa struttura e sfruttare gli inserimenti dell'americano.

Ma se l'avversario comincia a creare superiorità numerica in mezzo al campo, il tecnico può intervenire senza necessariamente effettuare una sostituzione.

McKennie può abbassarsi accanto a Locatelli, formando una mediana più fisica e dinamica, mentre Douglas Luiz può avanzare qualche metro o comunque avere maggiore libertà nella costruzione. La squadra cambia così il proprio equilibrio senza cambiare uomini.

È una possibilità tattica importante perché permette a Spalletti di avere una sorta di “interruttore” all'interno della partita. McKennie può essere trequartista quando serve presenza offensiva, ma può diventare centrocampista quando la squadra ha bisogno di proteggersi.

Ed è proprio per questo che definirlo semplicemente un trequartista sarebbe riduttivo. McKennie è una soluzione tattica.

Il mercato cerca proprio quello che McKennie già garantisce

Non è un caso, allora, che la Juventus possa continuare a cercare sul mercato un altro centrocampista con caratteristiche simili.

Da qui alla fine del mercato i bianconeri potrebbero infatti provare ad aggiungere un giocatore capace di coprire tanto campo, garantire fisicità e aumentare il dinamismo della mediana. Tra i nomi accostati alla Juventus ci sono Franck Kessié, attualmente svincolato, e Youssouf Fofana, centrocampista del Milan che non rientrerebbe nei piani del nuovo progetto rossonero.

Profili differenti, ma accomunati da una caratteristica che alla Juventus serve: la capacità di dare gamba al centrocampo.

E se la società dovesse effettivamente riuscire a trovare un giocatore con queste caratteristiche, il paradosso sarebbe che McKennie diventerebbe ancora più importante. Perché non perderebbe il suo valore, ma avrebbe finalmente un altro elemento con cui condividere quel lavoro di equilibrio che oggi, in determinate situazioni, è chiamato a svolgere quasi da solo.

Il solito McKennie: sembra fuori, poi diventa indispensabile

La storia di McKennie alla Juventus, del resto, è piena di situazioni simili. Più volte è sembrato vicino all'addio, fino ad arrivare anche al momento in cui aveva svuotato l'armadietto e sembrava destinato a lasciare Torino.

Poi è rimasto. E ogni volta ha finito per ritagliarsi uno spazio importante.

Non sempre da titolare fisso, non sempre nello stesso ruolo, ma quasi sempre come giocatore utile quando la squadra aveva bisogno di qualcosa di diverso. È una caratteristica che può sembrare un limite se si cerca un calciatore da identificare con una sola posizione, ma che diventa un enorme vantaggio quando l'allenatore vuole avere più soluzioni all'interno della stessa partita.

La Juventus che si prepara ad affrontare il Frosinone ha ancora diverse incognite, soprattutto in mezzo al campo. Ma una cosa sembra già abbastanza chiara: Spalletti non può fare a meno di avere giocatori capaci di coprire campo.

Douglas Luiz porta la qualità, Locatelli l'equilibrio e la gestione, mentre McKennie può diventare l'elemento che permette di cambiare volto alla mediana senza stravolgere la squadra.

Nuova stagione, vecchia certezza

È per questo che McKennie può diventare ancora una volta l'ago della bilancia della Juventus. Non necessariamente perché sarà il giocatore più importante della squadra, ma perché potrebbe essere quello che permette agli altri di rendere meglio.

Se Douglas Luiz deve essere rilanciato, qualcuno dovrà coprirgli le spalle. Se il centrocampo a due dovesse soffrire, qualcuno dovrà garantire un uomo in più. Se Spalletti avrà bisogno di maggiore aggressività e presenza negli ultimi trenta metri, qualcuno dovrà attaccare gli spazi.

Quel qualcuno può essere ancora Weston McKennie.

Una vecchia certezza dentro una Juventus che vuole aprire una nuova stagione. E forse, ancora una volta, il giocatore che sembrava poter lasciare Torino potrebbe finire per essere uno dei più utili quando conterà davvero.