Pinsoglio non è più solo: Neto riporta alla Juve un pezzo della grande storia bianconera
La Juventus aveva bisogno di un secondo portiere e ha scelto un volto che a Torino conoscono molto bene. Neto torna in bianconero a 37 anni, dopo l'esperienza vissuta tra il 2015 e il 2017 come vice di Gianluigi Buffon. Una scelta nata dall'esigenza di sostituire Kamil Grabara, fermato dalla rottura del legamento crociato, ma che può avere un significato più ampio per la squadra di Luciano Spalletti.
Dal punto di vista tecnico, la Juventus si assicura un portiere esperto, che conosce la Serie A e che ha già dimostrato di poter essere affidabile quando chiamato in causa. Ma questa volta Neto non torna soltanto per stare dietro a Vicario: torna anche in uno spogliatoio nel quale può portare un pezzo di quella Juventus che oggi non esiste più.
Da vice Buffon a vice Vicario
Quando Neto arrivò alla Juventus dalla Fiorentina, nell'estate del 2015, il suo compito era chiarissimo: essere il secondo di Buffon. Nonostante questo, riuscì a ritagliarsi uno spazio importante soprattutto in Coppa Italia.
Il brasiliano giocò tutte le partite delle due campagne di Coppa Italia vinte dalla Juventus nel 2015/16 e nel 2016/17, alzando il trofeo in entrambe le occasioni. In totale furono dieci presenze nella competizione, con cinque gare concluse senza subire gol. In campionato, invece, mise insieme otto presenze, vincendone sette e pareggiandone una. La stessa Juventus, al momento del suo addio nel 2017, ne sottolineò affidabilità e rendimento. 2
Adesso la situazione è cambiata. Davanti a lui non ci sarà più Buffon, ma Vicario. Il ruolo sarà ancora quello del secondo portiere, ma l'esperienza accumulata in questi anni tra Valencia, Barcellona, Bournemouth, Arsenal e Botafogo gli permette di tornare a Torino con un bagaglio molto più importante rispetto a quello che aveva quando se ne era andato.
Grabara, una sfortuna che obbliga la Juventus a intervenire
La scelta di Neto nasce innanzitutto da una necessità. Grabara ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro e, dopo l'intervento chirurgico perfettamente riuscito, dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione. La sua stagione è quindi fortemente compromessa.
La Juventus non poteva lasciare Vicario senza una vera alternativa e Pinsoglio da solo come soluzione di esperienza. Da qui la ricerca sul mercato degli svincolati e la scelta di un portiere che conosce già ambiente, campionato e responsabilità del ruolo. 3
Pinsoglio non è più solo
Ed è forse questo l'aspetto più interessante del ritorno di Neto. Perché nella Juventus di oggi Carlo Pinsoglio è l'ultimo grande collegamento rimasto con quella lunga epoca di successi. Una figura particolare, diventata negli anni un punto di riferimento dello spogliatoio anche senza essere un protagonista sul campo.
Neto non cancellerà certamente questa distanza temporale, ma la sua presenza la riduce. Il brasiliano ha vissuto dall'interno due stagioni di quella Juventus, ha condiviso lo spogliatoio con Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Marchisio, Dybala e tanti altri protagonisti di una squadra che dominava il calcio italiano.
Non è un dettaglio da poco. La Juventus di oggi ha bisogno anche di memoria: sapere cosa significava giocare per vincere sempre, come si gestiva la pressione, come si viveva uno spogliatoio nel quale il secondo posto veniva considerato un fallimento.
Un altro pezzo di quella Juventus vincente
Bisogna naturalmente fare una precisazione: Neto non ha vissuto tutti i nove scudetti consecutivi della Juventus. La sua esperienza bianconera è durata due stagioni, quelle del 2015/16 e del 2016/17, nelle quali ha comunque conquistato due scudetti e due Coppe Italia, oltre ad aver fatto parte della squadra arrivata alla finale di Champions League nel 2017. 4
Ma proprio per questo il suo ritorno assume un significato particolare. Non arriva un uomo che ha semplicemente indossato la maglia della Juventus: arriva un calciatore che ha conosciuto dall'interno una delle versioni più vincenti della società e che oggi può raccontare ai più giovani cosa significasse far parte di quella squadra.
Dopo Perin, un'altra voce esperta nello spogliatoio
La Juventus ha perso anche Mattia Perin, un altro portiere che negli ultimi anni aveva rappresentato molto più di una semplice alternativa tecnica. Perin era diventato una figura importante nello spogliatoio, capace di vivere il ruolo con professionalità e personalità.
Con Neto arriva un profilo diverso per età e percorso, ma con una caratteristica comune: l'esperienza. E in una Juventus che sta cercando di costruire nuovi equilibri, avere nello spogliatoio persone che hanno già vissuto determinati livelli di pressione può essere un valore.
Neto non deve riportare il passato, ma può ricordare alla Juventus cosa significa vincere
Naturalmente non sarà un portiere di 37 anni a riportare automaticamente la Juventus ai livelli di quella squadra. Il calcio è cambiato, i giocatori sono cambiati e quella striscia di nove scudetti consecutivi appartiene a una fase irripetibile della storia bianconera.
Ma qualche pezzo di quella mentalità può ancora essere utile. Neto può dare sicurezza a Vicario, esperienza alla squadra e personalità allo spogliatoio. E soprattutto può diventare, insieme a Pinsoglio, un collegamento concreto con una Juventus che aveva fatto della vittoria un'abitudine.
Per questo il ritorno di Neto non è soltanto una soluzione all'emergenza provocata dall'infortunio di Grabara. È anche un piccolo ritorno al passato. Pinsoglio, finalmente, non sarà più solo a custodire quella memoria.
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