La fluidità è il fattore decisivo per la Juve di Spalletti
La Juve di Spalletti multimodulo. Si è visto contro l'Atalanta ed è probabile prosegua su questa scia. Il 4-2-3-1 per il momento va in pausa, difficle la squadra possa sopportarlo. Che poi, come spesso ripete il tecnico toscano, più dei numeri contano gli spazi e il modo con cui i calciatori occupano gli spazi. La mediana comunque sia sarà più folta, anche perché Douglas Luiz non ha nelle corde l'interdizione, insomma necessita di muscoli. Con due compagni ai fianchi magari sarebbe più protetto. C'è però un giocatore decisivo per gli equilibri della truppa, sempre lo stesso, si chiama McKennie. Lo statunitense permette di poter variare nel corso della gara, complice la sua estrema duttilità tattica.
Uno degli aspetti da migliora nella Juve è certamente la velocità di manovra. Questo permette maggiore imprevedibilità, quindi rende più difficile la vita degli avversari. Importante sarà il ritorno alla forma migliore di Sarr, uno dei pochi peraltro in grado di unire quantità e qualità, vedi verticalizzazioni, piuttosto latitanti tra i bianconeri. Tutti questi discorsi devono andare a beneficio dell'attacco. Il fatto di non avere un bomber "vero", obbliga Spalletti a costituire la classica cooperativa del gol. La strada sembra quella giusta: finora sono andati a segno 10 giocatori diversi. Fermo restando la speranza che Kolo Muani, tra i migliori contro l'Atalanta, cominci a segnare anche in campionato.
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