Sandulli a RBN: "Calciopoli, la condanna della Juve fu giusta. Ora riscrivere le regole del VAR"
Per parlare del caso che sta sconvolgendo il mondo arbitrale italiano a Radio Bianconera è intervenuto Piero Sandulli, professore e avvocato, ma soprattutto storico presidente della Corte Sportiva d’Appello della Federcalcio: "Mi auguro che non succeda nulla. Quello che è certo è che le regole del VAR vanno riscritte. Il VAR rispetto all'arbitro è il consulente tecnico d'ufficio. In ambito civile, il consulente tecnico è un ausiliare del giudice, quindi l'arbitro viene ausiliato dal VAR. Il tema è poco chiarito però, perché arbitri si comportano in un modo, altri in un altro. E' sempre opportuno che l'arbitro vada a video e valuti in base a quello che ha visto anche sul campo, sull'intensità di un fallo o meno. Credo che l'arbitro debba vedere le immagini ma poi può restare della sua idea, perchè resta il primo giudice sportivo. Il VAR lo deve aiutare e non sostituirlo".
E ha aggiunto: "Serve la certezza delle regole, affinchè nessuno possa essere favorito. Sul caso Rocchi credo che chiunque debba attendere le carte, non quando si è ancora in fase di accertamento. Il calcio oggi ha bisogno di tante cose e non di un ulteriore processo. Chinè ha archiviato tutto? Ok, ma magari sono emersi fatti nuovi e la magistratura ordinaria ha poteri che la Procura sportiva non ha. E' anche possibile pensare che all'epoca non fosse emerso nulla, ma che sia emerso solo dopo, quando il giudice sportivo non aveva questi elementi in mano. Nella dinamica processuale, l'accertamento successivo è sempre possibile. Designazioni pilotate? Non ho elementi per dirlo. Mi auguro che sia tutto un equivoco e con regole migliori e capacità di gestione della Federazione che recupereremo dopo le elezioni di giugno, si possa avere nuove capacità di scrivere regole più chiare".
Poi Sandulli è tornato anche su Calciopoli: "La Cassazione disse le stesse cose, che dissero poi tutti e tre i giudici sportivi. Nello sport la lealtà e probità sono alla base, così come in ogni mestiere. Al di là del risultato finale, si punisce il tentativo di fare una cosa, che comunque è un fatto che altera la regolarità della vicenda. I giudici giudicano sulel carte che ricevono. E le carte che hanno ricevuto furono sulle squadre che poi furono condannate. L'Inter non era tra quelle carte portate ai giudici sportivi. Poi se la prescrizione interviene...Su L'Espresso uscirono intercettazioni che non erano nelle carte processuali, non sta a me dire perché non ci fossero. Fu giusto mandare la Juve in B, ma non era necessario che per quei campionati fossero assegnati i titoli. Plusvalenze, punita solo la Juve? Il problema è che le società sportive non debbono essere quotate in Borsa. Si quotano per garantire, acquisendo denaro che deriva da risparmi, maggiore liquidità. Le società sportive non hanno asset per garantire. Serve dare uno status alle società sportive. Nel merito poi non posso entrare, perché non facevo parte del collegio giudicante. Paga chi, rispetto a società non quotate in Borsa, ha controlli diversi rispetto agli altri".
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178
