Vlahovic, basta così: il lungo tira e molla ha stancato i tifosi juventini

Vlahovic, basta così:  il lungo tira e molla ha stancato i tifosi juventiniTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 16:53Primo piano
di Massimo Reina
La maggior parte dei sostenitori bianconeri guarda avanti e spera che le voci di riavvicinamenti siano soltanto indiscrezioni senza fondamento.

Continuano a rincorrersi le indiscrezioni su un possibile riavvicinamento tra Dusan Vlahovic e la Juventus. Il contratto del centravanti serbo è ormai in scadenza e, nelle ultime ore, si parla con insistenza di un possibile tentativo di rinnovo last minute per prolungare il rapporto almeno di un’altra stagione. Un’ipotesi che, se confermata, riporterebbe il tema al centro del mercato bianconero a pochi giorni dalla naturale scadenza dell’accordo.

Ma la questione sembra non essere gradita da una parte consistente della tifoseria, che ha già voltato lo sguardo altrove. Non tanto per un giudizio secco sul valore del giocatore, quanto per una somma di aspettative tradite: il talento riconosciuto, sì, ma mai del tutto trasformato in continuità, incisività nei momenti decisivi, quella freddezza che separa il buon attaccante dal trascinatore.

A questo si è aggiunto, col tempo, un sentimento più spigoloso. Le richieste economiche legate ai rinnovi — tra ingaggio e bonus — sono state lette da molti come sproporzionate rispetto a quanto mostrato sul campo. Non tanto una questione di cifre in sé, quanto di percezione: il peso delle richieste a fronte di una resa giudicata altalenante.

Poi c’è il capitolo più delicato, quello della fiducia. In una parte del tifo si è radicata l’idea che il giocatore e il suo entourage abbiano sempre tenuto aperta la porta verso altri grandi club europei, considerandola una priorità rispetto al progetto Juve. E ora, con quelle strade che non si sono concretizzate, il rischio — secondo questa lettura — sarebbe quello di un riavvicinamento più dettato dalle circostanze che da una reale convinzione.

Da qui la sensazione diffusa: il ciclo è finito. Non necessariamente per mancanza di qualità, ma per logoramento emotivo e tecnico. L’idea di ripartire da altro, da un profilo diverso, più funzionale o semplicemente più “nuovo”, sembra prevalere. E in questi casi il calcio è spietato e lineare: quando una storia smette di accendere speranze, anche le possibilità di riapertura diventano solo rumore di fondo.