Yildiz e McKennie, gli insostituibili: la Juve cerca due nuove risposte

Yildiz e McKennie, gli insostituibili: la Juve cerca due nuove risposteTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

La Juventus si avvicina alla sfida con il Milan con due assenze pesanti e con la necessità di trovare soluzioni diverse per non perdere troppo della propria identità. Kenan Yildiz e Weston McKennie non ci saranno, e Spalletti ha riconosciuto senza giri di parole che si tratta di due giocatori “difficili da sostituire”.

Il punto, però, non è trovare due calciatori che facciano esattamente le stesse cose. È trovare nella rosa le caratteristiche che possano ridurre il peso delle loro assenze. E in questo momento due nomi sembrano particolarmente interessanti: Nico Gonzalez per Yildiz e Teun Koopmeiners per McKennie.

Nico Gonzalez, la risposta all'assenza di Yildiz

La Juventus perde con Yildiz uno dei giocatori capaci di creare qualcosa dal nulla. Il turco porta imprevedibilità, qualità tecnica, capacità di ricevere tra le linee e di inventare la giocata. Non esiste un sostituto naturale di queste caratteristiche, ma Nico Gonzalez può rappresentare una risposta molto credibile.

L'argentino ha qualità nell'uno contro uno, può partire largo oppure accentrarsi, attaccare la profondità e soprattutto prendersi responsabilità negli ultimi metri. Ma oltre alla tecnica c'è un aspetto che può diventare importante in una squadra privata del proprio talento più imprevedibile: la personalità.

Nico non sembra essere un giocatore che si nasconde quando la partita diventa complicata. Contro il Parma è entrato e ha immediatamente cambiato il volto della squadra, fino a segnare il gol del vantaggio. È stata una risposta importante anche alla scelta di Spalletti di volerlo fortemente a Torino quando il suo futuro sembrava ancora incerto.

Non dovrà diventare Yildiz. Dovrà essere Nico Gonzalez. Ma proprio la sua qualità e il suo carisma possono permettere alla Juventus di non perdere completamente quella capacità di accendere la partita che il turco garantisce.

Koopmeiners, l'alternativa a McKennie deve essere diversa

Per McKennie il discorso cambia completamente. L'americano è un tuttocampista, uno di quei giocatori che possono essere contemporaneamente centrocampisti, esterni, incursori e uomini di equilibrio. La sua capacità di correre, difendere, attaccare lo spazio e inserirsi è difficile da replicare.

Per questo a Koopmeiners non si può chiedere di fare il McKennie. Può però diventare una soluzione diversa, capace di dare alla Juventus qualcosa che l'olandese possiede e che negli ultimi tempi è mancato: qualità nel palleggio, presenza tra centrocampo e trequarti, inserimenti e capacità di arrivare al tiro.

Il gol segnato contro il Parma può essere importante soprattutto per la fiducia. Non cambia da solo il giudizio su Koopmeiners, ma può rappresentare quel piccolo scatto mentale necessario per ritrovare il giocatore che a Bergamo era diventato uno dei centrocampisti più completi e incisivi del campionato.

Se McKennie garantisce quantità, dinamismo e copertura di campo, Koopmeiners può provare a compensare con una maggiore qualità nelle giocate offensive e con la capacità di incidere dalla seconda linea. Non la stessa soluzione, ma una soluzione differente per ottenere un'altra forma di equilibrio.

Due assenze, due strade diverse

È proprio questa la chiave della gestione delle assenze. Yildiz e McKennie sono insostituibili nelle loro caratteristiche, ma questo non significa che la Juventus sia costretta a diventare una squadra più debole quando non ci sono.

Per Yildiz può esserci Nico Gonzalez, con la sua tecnica, la sua imprevedibilità e soprattutto la personalità necessaria per prendersi la responsabilità della giocata. Per McKennie può esserci Koopmeiners, chiamato a ritrovare quella qualità e quella capacità di incidere che aveva mostrato all'Atalanta.

Spalletti non deve quindi cercare due copie dei suoi giocatori più importanti. Deve trovare un nuovo equilibrio attraverso caratteristiche differenti.

Ed è forse questa la vera prova della Juventus contro il Milan: capire se una squadra che ha perso due dei suoi riferimenti più difficili da sostituire sia già abbastanza matura per costruire, anche senza di loro, una soluzione alternativa.