Elkann e Spalletti: panchina e obiettivi condivisi immagine di una Juve ritrovata
Voglio cominciare da un’immagine molto forte che fotografa, secondo me, un punto di partenza interessante e che fa ben sperare per la prossima stagione. L’immagine è quella di Luciano Spalletti e John Elkann seduti l’uno accanto all’altro sulla panchina, l’allenatore e il proprietario della Juventus, a guardare, guidare e “respirare” la squadra in campo, per carità, durante l’amichevole di famiglia, ma così vicino alla squadra, Elkann, non era mai stato. Un segnale forte, fortissimo, in totale controtendenza rispetto agli ultimi anni.
Si diceva che Giuntoli fosse stato scelto da Elkann, ma, in realtà, solo dopo l’intermediazione di Francesco Calvo che, poi, si sussurra si sia ricreduto troppo tardi. L’ex ds del Napoli venne accolto con grande speranza e calore da Elkann e poi, però, messo alla porta dopo appena due stagioni senza il minimo saluto. Un comunicato freddo, glaciale, praticamente un licenziamento in piena regola.
Da Giuntoli a Comolli, passando questa volta per una scelta diretta presa dall’ingegnere che segue quasi sempre la squadra non solo in casa ma spesso anche in trasferta, talvolta nello spogliatoio, ma con scarsa fiducia nelle prime scelte di quello che probabilmente è stato l’amministrazione delegato accentratore più fallimentare della storia della Juventus. Quell’invasione di campo, in tutti i sensi, a San Siro dopo la questione Kaluli-Bastoni mai mandata giù e che fece riaffiorare quel “dov’è Rocchi” di Allegri. Un progetto che si accartocciò letteralmente su se stesso nel peggiore dei modi con tanto di Champions mancata e rapporto deteriorato con Spalletti con cui, invece, Elkann ha legato subito al punto da avvallare il desiderio del tecnico di un ennesimo cambiamento in società con la scelta di Carnevali e Massara subito dopo l’allontanamento di Comolli.
Il tutto fino a quell’immagine forte di Elkann in panchina al fianco di Spalletti, a elogiare, poi, il lavoro di Carnevali e Massara e tornare a parlare di ciclo e Juventus vincente. Che sia la volta buona?
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