Accadde oggi : Il 14 luglio, una data che la Juventus non dimenticherà mai
Ci sono date che, nella storia della Juventus, assumono un significato particolare. Il 14 luglio è senza dubbio una di queste. A distanza di 71 anni, infatti, questa giornata è stata segnata da due degli eventi più dolorosi della storia bianconera: la tragica scomparsa del presidente Edoardo Agnelli e la sentenza di primo grado di Calciopoli, che sancì la retrocessione della Juventus in Serie B.
Il primo episodio risale al 14 luglio 1935. Alla guida della Juventus dal 1923, Edoardo Agnelli fu il presidente che trasformò il club in una realtà moderna e vincente. Durante il suo mandato arrivarono sei scudetti, tra cui lo storico Quinquennio d'Oro, con cinque campionati consecutivi conquistati dal 1930 al 1935. Una squadra destinata a entrare nella leggenda del calcio italiano.
La tragedia si consumò nel porto di Genova. Edoardo Agnelli viaggiava a bordo di un idrovolante pilotato dal celebre aviatore Arturo Ferrarin quando, durante la fase di ammaraggio, il velivolo urtò un tronco galleggiante. L'impatto provocò il ribaltamento dell'aereo e Agnelli venne colpito mortalmente dall'elica, perdendo la vita a soli 43 anni. La sua morte scosse profondamente la Juventus e l'intero Paese, interrompendo il percorso dell'uomo che aveva posto le basi della grandezza del club bianconero.
Esattamente 71 anni dopo, il 14 luglio 2006, un'altra pagina destinata a segnare per sempre la storia della Juventus. La sentenza di primo grado del processo sportivo di Calciopoli decretò la retrocessione in Serie B, una pesante penalizzazione in classifica, la revoca degli scudetti 2005 e 2006 e un'ammenda economica.
Una decisione che rappresentò uno spartiacque nella storia del calcio italiano e che, ancora oggi, continua ad alimentare il dibattito. Nel corso degli anni sono emersi nuovi elementi, intercettazioni rimaste inizialmente escluse dal procedimento sportivo e ricostruzioni che hanno contribuito a offrire una lettura più ampia di quella vicenda. Per una larga parte del mondo juventino, tutto questo ha rafforzato la convinzione che la Juventus abbia sostenuto un peso nettamente superiore rispetto ad altri protagonisti di quel sistema, pagando da sola o comunque in misura sproporzionata rispetto alle responsabilità complessivamente emerse.
Resta una convinzione diffusa tra i tifosi bianconeri che, in un clima di enorme pressione mediatica e popolare, la Juventus sia diventata il bersaglio principale di una vicenda che avrebbe meritato un trattamento più equilibrato nei confronti di tutti i soggetti coinvolti. Una lettura che continua a essere alimentata anche dagli sviluppi successivi e dalle numerose ricostruzioni emerse negli ultimi vent'anni, senza però modificare gli esiti della giustizia sportiva.
Due eventi completamente diversi, uno umano e uno sportivo, accomunati soltanto dalla stessa data. Il 14 luglio rimane così una delle giornate più amare nella memoria della Juventus: il giorno in cui perse il presidente che ne aveva costruito il futuro e, settantuno anni dopo, quello in cui iniziò una delle pagine più controverse della sua storia.
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178


