Muharemovic, la strategia ha funzionato? Così la Juventus può incassare senza fare offerte
La possibile cessione di Tarik Muharemovic al Leeds United, per una cifra che secondo le indiscrezioni si avvicina ai 40 milioni di euro, non rappresenterebbe soltanto un'importante operazione di mercato per il Sassuolo, ma anche un caso interessante di strategia e comunicazione. Per la Juventus, infatti, il difensore bosniaco potrebbe trasformarsi in un tesoretto da reinvestire sul mercato grazie alla percentuale sulla futura rivendita concordata al momento del trasferimento in Emilia.
La notizia della trattativa è ormai nota. Quello che merita invece un approfondimento è il percorso che ha portato Muharemovic a diventare uno dei difensori più richiesti dell'estate. Nelle scorse settimane il suo nome è stato accostato con insistenza proprio alla Juventus. Una voce che non appariva affatto fuori luogo: il difensore è cresciuto nella Next Gen, conosce perfettamente l'ambiente bianconero e tra Torino e Sassuolo esiste un rapporto privilegiato, rafforzato anche dal recente passaggio di Giovanni Carnevali alla Continassa.
È proprio qui che entra in gioco un aspetto spesso sottovalutato del mercato. Quando un club importante viene accostato con convinzione a un giocatore, inevitabilmente aumenta anche l'attenzione delle altre società. Nel caso di Muharemovic, le voci sulla Juventus hanno probabilmente contribuito ad accendere ulteriormente i riflettori su un difensore che, nel frattempo, aveva già dimostrato il proprio valore. Non solo con il Sassuolo, ma anche al Mondiale 2026, dove con la Bosnia ed Erzegovina ha raggiunto gli ottavi di finale, confermando la crescita già evidenziata durante la stagione. Un percorso che ha inevitabilmente attirato gli osservatori di diversi club europei, fino all'affondo del Leeds United, società di Premier League con una capacità di investimento ben diversa rispetto a quella delle squadre italiane.
Il Leeds, infatti, sarebbe pronto a investire una cifra molto elevata pur di assicurarsi il centrale bosniaco. Un'offerta che, se verrà confermata, consentirà al Sassuolo di realizzare una plusvalenza importante e, allo stesso tempo, permetterà alla Juventus di beneficiare della clausola che le garantisce il 50% dell'incasso sulla futura rivendita. Tradotto: circa 20 milioni di euro che potrebbero finire nelle casse bianconere senza dover cedere alcun giocatore della rosa.
Naturalmente non esistono conferme sul fatto che questa fosse una strategia pianificata. Ma nel calcio moderno anche la comunicazione può diventare uno strumento di mercato. Sapere che un club come la Juventus segue un determinato giocatore può indurre altri acquirenti ad accelerare i tempi, soprattutto quando c'è il rischio che quel calciatore possa tornare alla società che lo ha valorizzato a condizioni favorevoli. È una dinamica che, indirettamente, può contribuire ad aumentare la concorrenza e, di conseguenza, il valore economico di un'operazione.
Alla fine, indipendentemente da come sia maturata la trattativa, il risultato potrebbe essere estremamente positivo per la Juventus. Senza acquistare il giocatore, il club bianconero si ritroverebbe infatti con un incasso importante da poter reinvestire sui veri obiettivi indicati da Luciano Spalletti, a partire dal nuovo centravanti e dal portiere. È anche così che oggi si costruiscono i mercati: non soltanto comprando e vendendo, ma valorizzando nel tempo il lavoro svolto con il progetto Next Gen e sfruttando ogni leva contrattuale e strategica a disposizione.
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