Accadde oggi: 27 febbraio 2014 – Trabzonspor-Juventus 0-2

Accadde oggi: 27 febbraio 2014 – Trabzonspor-Juventus 0-2TUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Il 27 febbraio 2014, a Trebisonda, la Juventus supera il Trabzonspor per 0-2 nel ritorno dei sedicesimi di Europa League, conquistando la qualificazione con una prova solida e concreta in un ambiente caldo e storicamente complicato per le squadre europee.

Un ricordo che oggi assume un sapore particolare: a distanza di dodici anni è ancora viva la delusione per la recente e dolorosa eliminazione europea contro un’altra squadra turca, il Galatasaray, arrivata al termine di una rimonta epica sfiorata dalla Juventus, capace di ribaltare il 5-2 dell’andata con un incredibile 3-0 nei tempi regolamentari in inferiorità numerica, prima di cedere nei supplementari. Proprio per questo il successo di Trebisonda torna alla memoria come l’altra faccia della storia: quella in cui furono i bianconeri a infliggere una delusione europea a una squadra turca.

In quella notte del 2014 la squadra di Antonio Conte gestisce con maturità il vantaggio dell’andata e colpisce con precisione: il gol di Arturo Vidal indirizza subito la gara, mentre nella prima mezz’ora arriva anche il raddoppio di Pablo Osvaldo, che spegne l’entusiasmo del pubblico di casa e chiude di fatto il discorso qualificazione.

È una Juventus compatta, abituata a giocare partite di questo tipo, capace di controllare il ritmo e di non concedere nulla in un contesto ambientale complicato. Una vittoria esterna europea costruita con ordine, personalità e grande attenzione tattica.

E proprio a Trebisonda il risultato assume anche un valore simbolico: nel linguaggio comune “perdere la Trebisonda” significa smarrire la rotta, perdere i riferimenti. Quella sera, calcisticamente, fu il Trabzonspor a smarrirli, travolto dalla sicurezza e dalla gestione bianconera.

Quel percorso europeo si sarebbe fermato soltanto in semifinale, a un passo dalla finale che si sarebbe giocata proprio a Torino, ma Trabzonspor-Juventus 0-2 resta l’immagine di una squadra padrona delle proprie certezze anche fuori casa, capace di imporsi in uno degli stadi più caldi del continente.

Oggi, ripensando a quella notte e confrontandola con le emozioni contrastanti di questi giorni, resta il senso ciclico del calcio europeo: a volte si subisce la delusione, altre la si infligge. Ma la storia della Juventus è fatta anche di queste trasferte vinte con autorità, di qualificazioni conquistate con personalità e di notti in cui, metaforicamente, a perdere la Trebisonda sono gli avversari.