Addio Manninger, il cordoglio della Juventus: "riferimento per lo spogliatoio e garanzia tra i pali"
Ci sono figure che nel calcio non fanno rumore quando arrivano, e non lo fanno nemmeno quando se ne vanno. Alexander Manninger era una di queste. La Juventus ne ha annunciato il cordoglio per la scomparsa, ricordandolo come un uomo prima ancora che come calciatore: affidabile, serio, sempre pronto.
Arrivato a Torino nel 2008, ha vissuto quattro stagioni in bianconero in un’epoca dominata da un’icona come Gianluigi Buffon. E proprio lì, nell’ombra del numero uno, Manninger ha costruito la sua dimensione: quella del portiere che non chiede spazio, ma lo merita quando serve. Parate, presenza nello spogliatoio, equilibrio. Non è mai stato un protagonista da copertina, ma un ingranaggio utile e rispettato, una di quelle presenze che tengono insieme le stagioni lunghe e complicate.
Nel messaggio ufficiale, la Juventus lo saluta sottolineando “umiltà, dedizione e serietà professionale fuori dal comune”. Parole che oggi suonano quasi antiche, in un calcio che corre più veloce dei ricordi. Anche Giorgio Chiellini ha voluto dedicargli un pensiero: “Un compagno esemplare, una persona di grande valore. Ciao Alex, riposa in pace”. E forse è proprio questo che resta di Manninger: non le luci, ma la sostanza. Quella che non si vede quasi mai, ma senza cui nessuna squadra regge davvero in piedi.
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