Le Contropagelle di Benfica-Juventus, a cura di Marco Edoardo Sanfelici
DI GREGORIO 6 Riesce nell’impresa di parare il primo tiro scagliato verso la porta bianconera e per lui non è scontato. (PERIN 7 Para anche un rigore procurato da “frenoamano” Arthur. Prima sentenza della stagione: Perin titolare)
KALULU 6 Assaggio di metà luglio, un paio di sgroppate e fine delle trasmissioni (JOAO MARIO 5,5 Per portare via il posto a Kalulu ci vuol ben altro, sempre che resti)
GATTI 6 Per stima e in ricordo del pareggio all’Olimpico. Circa la tecnica del “gattone” stendo un velo pietoso (RUGANI 6 Lo riconosco da come spinge via un avversario: buon sangue non mente)
KELLY 6 Il minimo sindacale di fronte ad un attacco dei padroni di casa da “Oggi le comiche” (CABAL N.G. Mi assicurate che è entrato in campo? Ma davvero?)
LOCATELLI 6 Spostato un po’ più avanti per dare spazio a Douglas Luiz, riesce comunque a ripulire la terra di mezzo e a rilanciare in avanti, là dove il deserto è esperienza di vita (ARTHUR 5 Come giocare con il “frenoamano” tirato e bastasse. Non si accorge di un avversario, che per lui è un optional e causa un rigore da legarlo alla gogna domenica mattina in piazza. Inutile e dannoso)
CAMBIASO 5,5 Mezzo mediano e mezzo esterno, un poco Thuram e un poco Yildiz, con le debite differenze. Si fa saltare da un ragazzino di buona volontà ed è costretto al placcaggio, con giallo di prammatica. (ROUHI 5,5 Per capire il suo ruolo è necessario un corso rapido di strategia)
DOUGLAS LUIZ 4,5 Centra l’obbiettivo di essere peggiore di Arthur. Oggetto misterioso brancolante a cavallo del cerchio di centrocampo. (MIRETTI 5 Non mi ricordo, prima di lui, di aver visto un giocatore che studia scientificamente come poter sbagliare una rete quando gli capita l’occasione. In materia, giuro, è un autentico fuoriclasse. Come lui, nessuno prima. Via, cosa si aspetta?)
ADZIC 5,5 Giocatore dalle qualità tecniche indiscusse, che però fallisce regolarmente la salita a qualsiasi treno che gli si fermi davanti. (MILIK 5,5 Gioca 20 minuti e in settimana andrò alla Consolata a cercare l’ex voto.) (OWUSU 6 Dimostra di correre più veloce di Operda e Milik messi insieme. Per il resto c’è la fantasia)
ZHEGROVA 5,5 Fino alla scorsa stagione per lo meno il cossovaro scattava e dribblava. Ora non fa nemmeno più quelle cose lì. Eh, ma tecnicamente è superiore a tutta la truppa… (LICINA 5,5 Diciamo che è stata l’emozione? Però i baffetti da “sparviero” possono essere notati da Dolce & Gabbana)
BOGA 6,5 I brevilinei scattanti e con i muscoli esplosivi fanno meno fatica ad entrare in forma e Jeremie ne è la prova. Buon tempo giocato a scardinare la difesa svizzera e con un tiro dal limite che costringe il portiere avversario ad una signora parata (OBOAVWODUO 6 Ragazzino interessante ed intraprendente. Ho invidia dei brasiliani che, di fronte ad un cognome siffatto, se la cavano con un nomignolo: Fefè, Oboao, Dudù e morta lì)
EKHATOR N.G. Al primo contrasto esce malconcio e il mister lo preserva sostituendolo. Ma dal poco che si è visto, con lui di punta, la Juve segna solo nelle feste comandate. (OPENDA 5 Gioca più di tutti e tira una sola volta, previa telefonata di avviso. Con una palla al piede per puntare dritto alla porta, solo, riesce ad allargarsi disgraziatamente e meno male che il portiere lo atterra con conseguente rosso: comunque, da un’azione da 1 a 0 è capace a ricavarne il nulla cosmico. Passerà alla storia per aver azzoppato Bremer. Il resto è silenzio (cit. Shakespeare – Amleto)
SPALLETTI 6 Ad un certo punto del 1° tempo, per non dare di matto, si inventa un battibecco con Lichtsteiner, così, tanto per sfogo. Parte con un insolito 3-4-2-1 di Gasperiniana memoria, che si traforma in un 4 – 4 – 2 in fase di ripiegamento (poi non si dica in giro che se c’è da sparare numeri io non sia capace, eh!). Si vede qualche buona trama in fase di ripartenza, azzerata dalla solita incapacità di realizzare con spietatezza. Nel frattempo Mirko Salvi estremo difensore rossoblù fa un figurone. Nella ripresa, dopo la rivoluzione che salva soltanto Openda, i cambi complessivi abbassano il livello della squadra e si procede stancamente alla fine di una gara dai contenuti soporiferi da presentare come rimedio nelle cliniche del sonno.
E’ banale dire che c’è tanto da lavorare per il mister. E’ assai meno banale affermare che grande lavoro spetta anche ai piani alti, là dove qualche Carnevali o Massara di turno dovranno trovare soluzioni miracolose atte ad alzare il valore della truppa. Firmo l’ennesimo, ripetitivo, sconsolato atto di fede di juventino nel midollo.
Marco Edoardo SANFELICI
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