Damascelli: "Nella Juve segnali di confusione e dell’assoluta assenza di un capo"
Sulle colonne del Giornale, Tony Damascelli ha parlato della crisi della Juventus, che si protrae ormai da anni, con il club che si è ridotto ad inseguire stagione dopo stagione il quarto posto, obiettivo che quest'anno molto probabilmente non verrà nemmeno raggiunto: "Chi sostiene che il problema della Juventus sia l’allenatore, nel caso Spalletti Luciano, non ha ancora compreso o non conosce la realtà del club bianconero - scrive - L’ormai probabile mancata qualificazione alla Champions League fa risalire alla stagione 2010-2011 che si concluse in modo fallimentare, con il settimo posto. La scelta di Comolli rientra nei misteri buffi del football, curriculum internazionale di margine, sul mercato errori tecnici e contabili disastrosi, privilegi inediti per la storia bianconera (la consorte turca del francese lo segue dovunque, in tribuna e negli spogliatoi, con evidente imbarazzo degli astanti), scouting affidato ad un service esterno; non sono dettagli ma segnali netti della confusione e dell’assoluta assenza di un capo, di un autorevole rappresentante della proprietà, come furono Boniperti, lo stesso Montezemolo, al di là del suo carattere sulfureo e Antonio Giraudo. Quella era la Juventus degli Agnelli, questa è quella dei loro eredi, la storia è cambiata, gli interpreti anche.
Il bilancio finanziario è drammatico, il debito finanzio ammonta a 302 milioni di euro, si prospetta un nuovo aumento di capitale tra i 100 e i 200 milioni, negli ultimi 10 anni gli azionisti hanno versato oltre un miliardo, il parco calciatori ha costi elevati e non ha mercato positivo".
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