De Canio: "Nel 2000 dissero che mi volevano alla Juve, ma nessuno chiamò"
A La Gazzetta dello Sport, mister Luigi De Canio ha parlato della sua carriera e svelato anche qualche retroscena: "Nel 2000 dopo 5 giornate ero primo con l'Udinese, poi la stampa parlò della Juve su di me, io però non ricevetti nessuna chiamata. Qualcuno mi assicurò che era tutto vero, che la Juve avrebbe voluto prendermi per l'anno successivo. Qualcun altro mi disse che Braida, dal Milan, aveva chiesto informazioni su di me. Nel frattempo, la squadra perdeva quota per le troppe assenze. Arrivò un filotto di sconfitte, il presidente Pozzo disse che, se non avessimo battuto il Parma, sarei stato esonerato. Perdemmo e venni cacciato (al suo posto, Spalletti, ndr) tra le perplessità di tutti. Da allenatore del momento a licenziato, in un attimo. È il calcio".
Mentre su un ex Juve che ha "svezzato" ha raccontato: "Gian Piero Ventrone, il preparatore atletico, aveva lasciato la Juve, lo volli con me e lui mi disse : 'Vengo, ma prendi anche Antonio Conte. Alla Juve gli fanno allenare gli Allievi provinciali, ma è bravo'. Antonio si presentò così: 'Non è che mi fai mettere i cinesini e basta?'. Lo coinvolsi, lo facevo lavorare sui singoli reparti. Aveva una ambizione enorme: 'Un giorno allenerò la Juve', diceva. Però non c'erano equivoci, l'allenatore ero io".
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